Quanto durerà l’operazione militare della Russia in Ucraina? In un primo momento sembrava che Vladimir Putin potesse – e ovviamente volesse – chiudere la vicenda con una sorta di guerra lampo. Massimo una decina di giorni e il governo di Volodymyr Zelensky si sarebbe arreso, rassegnato dalla superiorità avversaria. La realtà si è però rivelata ben diversa rispetto alle prime analisi, visto e considerando che Mosca non è ancora riuscita a mettere le mani su Kiev.
In generale, l’avanzata delle forze russe, dopo un inizio che sembrava travolgente, si è gradualmente arenata nella periferia della capitale ucraina. Tre sono le possibili ragioni di un simile colpo di scena: 1) i russi hanno commesso alcuni errori strategici, non prendendo in considerazione variabili fondamentali, come ad esempio il sostegno militare che i Paesi occidentali avrebbero con ogni probabilità fornito agli ucraini; 2) i russi hanno sottovalutato il coraggio e la resistenza degli ucraini. Ipotesi molto “a effetto”, ma la meno probabile del lotto; 3) tutto sta procedendo come da copione, nel senso che non ci sarebbe alcun rallentamento o ritardo.
Limiti temporali
In effetti, è stata l’intelligence occidentale a dettare i tempi della missione russa in Ucraina. Non Vladimir Putin, e neppure qualcuno dei suoi generali. A questo punto vale la pena farsi una domanda: e se la Russia avesse pianificato l’intera operazione pensando non tanto a una guerra lampo ma a una guerra senza limiti temporali? Pochi hanno riflettuto su un aspetto del genere. Anche se, negli ultimi giorni, sono emersi diversi indizi che potrebbero confermare la versione.
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CAUSALE: Reportage Ucraina
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Il Cremlino ha fatto sapere, per bocca del portavoce presidenziale Dmitry Peskov, che non esiste un limite temporale per la fine di quello che i russi chiamano “operazione militare speciale per proteggere il Donbass”. “No, non è stata annunciata”, ha detto Peskov, aggiungendo che “l’operazione militare speciale” in Ucraina si sta sviluppando secondo i piani e sarà completata in tempo e per intero. Nessun chiarimento, dunque, sulle tempistiche della guerra.
L’assalto alle città
Ci sono altri due indizi da tenere in considerazione in merito al possibile orizzonte temporale del conflitto. Intanto l’esercito russo non ha escluso di lanciare assalti per prendere il pieno e totale controllo delle principali città ucraine. “Il ministero della Difesa, garantendo la massima sicurezza delle popolazioni civili, non esclude la possibilità di prendere il pieno controllo delle grandi città che sono già circondate” ha affermato lo stesso Peskov, assicurando che in ogni caso, ove necessario, verrebbero mantenuti corridoi umanitari.
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Peskov ha anche negato che Vladimir Putin sia deluso dalla lentezza dell’avanzata dei soldati russi in Ucraina. Anzi, a detta del portavoce Putin aveva finora ordinato “al ministero della Difesa di non lanciare un rapido assalto ai principali centri urbani, tra cui Kiev” per evitare pesanti perdite tra i civili. Arriviamo così all’ultimo indizio: il fatto che la Russia abbia scelto di arruolare decine di migliaia di combattenti siriani (le stime variano dalle 16mila alle 40mila unità) potrebbe indicare che la battaglia sarà ancora lunga. O, quanto meno, non rapida come si aspettavano diversi governi occidentali.
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