Altro che discontinuità: come sta accadendo nell’ambito dell’immigrazione, l’amministrazione Biden – e in particolare il dipartimento di Giustizia – sta continuando a impiegare alcuni strumenti normativi ereditati dal suo predecessore per perseguire il terrorismo domestico e l’estremismo molto criticati dagli attivisti di sinistra e da organizzazioni come Black Lives Matter. Come riferiva qualche tempo fa Politico, più di un centinaio degli indagati nell’assalto al Campidoglio affrontano l’accusa di disordini civili, un reato che comporta una possibile condanna fino a cinque anni di carcere. Questo strumento normativo era stato reintrodotto precedentemente da Donald Trump e dall’ex Attorney general William Barr per far fronte alle violenze dei cosiddetti “Antifa”. Tuttavia, la legge sui disordini civili non sta prendendo di mira solo i supporter di Trump o i suprematisti bianchi ma, come ha acclarato un’inchiesta condotta da The Intercept, anche le minoranze, afroamericani compresi.
Così Biden ha tradito le promesse fatte alla sinistra
Sotto il presidente Joe Biden, infatti, i casi di violazione della controversa legge sui “disordini civili” sono stati supervisionati dalla sezione antiterrorismo del dipartimento di Giustizia. Nel primo mese della nuova presidenza, il Doj ha dovuto far fronte l’attacco al Campidoglio del 6 gennaio e la legge antisommossa si è rivelata “utile” in quei procedimenti: come precedentemente accennato, almeno 163 dei 570 imputati del Campidoglio perseguiti a livello federale sono stati accusati di reati di disordini civili tra gennaio e agosto, insieme a una serie di altre accuse, secondo i dati raccolti dal Prosecution Project. Come riferisce The Intercept, con buona pace di chi invocava la discontinuità fra Biden e Trump, a marzo, due mesi dopo l’attacco al Campidoglio, una nuova direttiva emessa dal vice procuratore generale John Carlin ha incaricato tutti i pubblici ministeri federali di assumere una “visione ampia” dell’estremismo violento domestico “e includere tutti gli atti criminali violenti a sostegno di obiettivi ideologici derivanti da influenze interne, come pregiudizi razziali e sentimenti antigovernativi”.
“Nel mirino anche gli attivisti di Black Lives Matter”
A questo si aggiunge il fatto che in un documento strategico del Consiglio di sicurezza nazionale pubblicato a giugno, l’amministrazione Biden ha sottolineato che mentre le principali minacce terroristiche domestiche degli Stati Uniti sono rappresentanti dai suprematisti bianchi e da gruppi “estremisti violenti a sfondo etnico o razziale (principalmente quelli che promuovono la superiorità della razza bianca)”, le autorità federali “devono e dissuadere anche coloro che lanciano attacchi violenti al fine di forzare un cambiamento nelle politiche governative che considerano ingiuste”. Quindi sì, il primo obiettivo dell’amministrazione Biden è reprimere i suprematisti bianchi di destra, ma legge sui disordini civili si applica anche ad altre situazioni e – teoricamente – contro ogni tipo di manifestante. E di mezzo ci vanno anche gli attivisti di Black Lives Matter. Secondo Lauren Regan, direttore esecutivo del Civil Liberties Defense Center, “sotto Trump, stavamo assistendo a un uso insolito del sistema giudiziario federale”, ha detto Regan. Nulla sembra essere cambiato. “Non stiamo assistendo a un grande cambiamento da parte dell’amministrazione Biden per quanto riguarda i procedimenti giudiziari contro gli attivisti di Black Lives Matter rispetto alla precedente amministrazione”.
Come e quando nasce la legge anti-proteste
La legge adottata da Trump e Biden per piegare il terrorismo domestico fonda le sue radici alla fine degli anni ’60, dopo la morte di Martin Luther King (4 aprile 1968), dopo la quale scoppiarono delle violente proteste in tutto il Paese, fra cui Washington. È in quel periodo che l’allora Presidente Lyndon B. Johnson firmò il Civil Rights Act del 1968 che faceva a sua volta parte di un ampio pacchetto legislativo che includeva una serie di leggi che punivano severamente i disordini civili, fra cui il “H. Rap Brown Law”. Secondo The Intercept, attualmente, circa la metà delle persone accusate di disordini civili contro obiettivi non federali sono di colore. Un vero paradosso per l’amministrazione democratica.
L’accusa di Greenwald: “Biden criminalizza chi si oppone al sistema dominante”
Secondo il giornalista investigativo Glenn Greenwald, i democratici hanno lanciato una guerra al terrorismo domestico per “criminalizzare, essenzialmente, qualsiasi ideologia di opposizione alla classe dominante”, ha spiegato intervistato qualche settimana fa da Tucker Carlson, su Fox. “Non c’è letteralmente nulla che possa essere più pericoloso, e non è allarmismo o paura”, ha detto Greenwald. Joe Biden, ha sottolineato il Premio Pulitzer, “sta equiparando l’insurrezione con chiunque abbia un’ideologia diversa dal neoliberismo”, ha detto Greenwald, che ha previsto che le autorità Usa cercheranno di utilizzare in questa campagna contro il terrorismo domestico “gli strumenti che hanno usato per rimuovere l’Isis da Internet e per distruggere Al Qaeda”.
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