Adesso tutti elogiano gli Stati Uniti. Nel giro di un paio di mesi, dall’essere descritta come una sorta di inferno in terra, sull’orlo di una guerra civile e prossima a un imminente crac economico, l’America si è improvvisamente trasformata in una specie di paradiso terrestre. Che sia davvero bastato cedere le chiavi della Casa Bianca a Joe Biden per rimettere in pista il Paese? Anche se la maggior parte dei media liberal sembra, per lo meno indirettamente, sostenere questa tesi, la realtà è ben diversa.
Se Washington sta iniziando a vedere la luce in fondo al tunnel, il merito è quasi ed esclusivamente di Donald Trump. Vediamo perché. Il Congressional Budget Office – l’ufficio di bilancio del Congresso – ha rivisto le sue previsioni al rialzo, ipotizzando il ritorno dell’economia americana ai livelli pre-pandemia al termine del primo semestre dell’anno attualmente in corso. L’exploit economico è collegato a doppia mandata alla velocità con cui vengono effettuati i vaccini. La campagna di vaccinazione di massa, infatti, prosegue a gonfie vele.
Questo significa sempre più persone protette dal virus, meno contagi e misure restrittive via via più blande, fino al loro annullamento totale, per la gioia dei vari settori economici fermi da mesi a causa del Sars-CoV-2. È vero, oggi il presidente degli Stati Uniti è Biden, e dunque è lui che, in televisione e sui giornali, si prende le luci della ribalta. Ma nessuno sottolinea che il democratico sta costruendo il suo successo sulle fondamenta gettate dal suo predecessore.
Dall’inferno al paradiso
La macchina organizzativa degli Stati Uniti questa volta ha funzionato alla perfezione. Eppure, quando Trump era in carica, i media evidenziavano le carenze del sistema sanitario statunitense, con gli ospedali pubblici al collasso, i poveri stipati in tende allestite all’aperto e altre amenità imputabili all’allora cattivissimo presidente repubblicano. Stano constatare come, in seguito alla vittoria di Biden, tutti questi problemi siano evaporati nel nulla. Anzi. Con il nuovo presidente, la curva epidemiologica è scesa, mentre il numero di vaccinati ha iniziato a crescere a dismisura.
La campagna di vaccinazione promossa da Biden ha coperto tutti i cittadini, ricchi e poveri – immigrati senza permesso compresi -, e ha toccato livelli record. Gli Stati Uniti hanno inoculato (al primo marzo) la bellezza di 68.274.117 dosi, vaccinando completamente 21.555.117 individui, ovvero il 20,63% dell’intera popolazione. Di questo passo, l’immunità di gregge per rendere innocuo il virus potrebbe essere centrata da qui ai prossimi mesi (si parla di ottobre). Attenzione però, perché nel frattempo è stato approvato un nuovo vaccino, il Johnson & Johnson, e le procedure diventeranno quasi sicuramente ancora più rapide.
I meriti di Trump
Quanto appena scritto in merito alla campagna di vaccinazione non è iniziato con Joe Biden; era già realtà sotto la presidenza Trump. Prima dell’addio, l’amministrazione guidata da The Donald aveva centrato importanti successi, tra cui la scelta dei vaccini giusti. Abbiamo visto, in Europa, cosa succede quando non vengono stipulati accordi convenienti con le Big Pharma. Ebbene, se in America non è avvenuto niente di tutto questo, è grazie a Trump. È lui ad aver consentito a Washington di poter contare su un importante stock iniziale di vaccini, “bloccando” le dosi direttamente da Pfizer-BioNTech e Astrazeneca e via dicendo, ben prima che l’Unione europea scendesse in campo.
Mentre Bruxelles perdeva tempo, gli Stati Uniti si preparavano a stringere i primi accordi a “scatola chiusa”, ovvero prima che fossero completate le varie fasi di sperimentazione dei sieri. Molti definirono la mossa di The Donald un azzardo costoso. Peccato che quella mossa è la stessa che oggi si sta rivelando vincente per la salute dei cittadini americani. Ricordiamo, infatti, che nel maggio 2020 l’amministrazione Trump decise di investire 1,2 miliardi di dollari su AstraZeneca, in aggiunta ai precedenti 483 milioni assegnati a Moderna, ai 456 milioni a Johnson & Johnson (in tal caso, per assicurarsi 300 milioni di dosi) e ai 30 milioni alla francese Sanofi. Alla fine dicembre, inoltre, Trump ha raggiunto un’intesa con Pfizer per l’acquisto di altre 100 milioni di dosi del vaccino anti Covid, così da raddoppiare la fornitura per gli Stati Uniti. Insomma, Biden non ha dovuto far altro che prendersi meriti altrui, accelerando lungo la traiettoria indicata da Donald Trump.
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