Infrastrutture e innovazione: è questo il binomio sul quale intende puntare la Cina per rafforzare il suo sistema di trasporti e, di conseguenza, raddoppiare le dimensioni dell’economia nazionale. Il Comitato Centrale ha pubblicato un progetto ben preciso che, da qui al 2035, dovrà modernizzare ulteriormente il Paese. Tutto ruoterà attorno a due direttive, ovvero lo sviluppo di nuovi aeroporti civili e della linea ferroviaria ad alta velocità; entrambi i punti, saranno integrati a una spiccata modernizzazione.
Il piano di espansione dei trasporti deciso da Pechino si basa su dati certi, e dovrà essere completato nell’arco di 15 anni. Partiamo dalla rete ferroviaria ad alta velocità, e dal ricordare che il Dragone possiede già la più grande al mondo. Ebbene, il reticolato ferrato cinese dovrebbe quasi raddoppiare le dimensioni, così da irrobustire il trasporto pubblico. Il segnale è chiaro: il governo continuerà a spendere sui grandi progetti infrastrutturali, tenendo un occhio fisso sull’obiettivo di far crescere il sistema economico. Come ha sottolineato il South China Morning Post, la Cina mira ad aumentare la rete ferroviaria ad alta velocità dell’84%, passando dagli attuali 38mila chilometri a 70mila. Si prevede, inoltre, che la lunghezza dell’intera rete ferroviaria crescerà del 37%, da 146mila chilometri a 200mila.
Certo, accanto alla “strada ferrata” non poteva mancare il potenziamento delle normali strade. E allora ecco che la rete di superstrade e autostrade che tagliano la Cina in tutte le direzioni – oltre al sistema di vie navigabili – dovrebbe passare dal coprire 25mila chilometri a 460mila. La ciliegina sulla torta è rappresentata dagli aeroporti a uso civile. È prevista la costruzione di 162 hub, toccando complessivamente quota 400.
L’importanza della rete infrastrutturale
Sia chiaro: la costruzione di strade, ferrovie e aeroporti non è un capriccio di Xi Jinping. Il progetto, semmai, si inserisce all’interno di una minuziosa pianificazione volta a trasformare in meglio il Paese per l’ennesima volta. Trasformarlo – si intende, nei piani del Partito Comunista cinese – in modo tale che possa camminare con le proprie gambe in ambito economico ancor più di quanto non stia già facendo adesso. Rafforzare le infrastrutture è infatti la strada principale che dovrebbe portare verso l’altrettanto rafforzamento dell’economia e del reddito pro capite. A dire il vero, la ripresa economica cinese dalla pandemia ha spinto alcuni analisti a ipotizzare che Pechino possa superare Washington nel 2028, cioè sette anni prima dell’obiettivo prefissato dal Dragone.
A proposito di Stati Uniti, uno degli ambiti in cui il governo cinese ha creato un evidente gap con la controparte americana è proprio quello relativo alle infrastrutture. Soltanto negli ultimi anni la Casa Bianca ha ripreso a investire con una certa insistenza nel sistema infrastrutturale, probabilmente il perno attorno al quale ruota l’economia del XXI secolo delle singole nazioni. Joe Biden ha recentemente avvertito del fatto che la Cina minaccia di superare l’America sulle infrastrutture e sui trasporti pubblici, ignorando che molto probabilmente il sorpasso è già avvenuto e anche da diversi anni. Ultimo aspetto da soppesare con attenzione: è attraverso le infrastrutture che Pechino può sviluppare la Belt and Road e, quindi, allacciare rapporti con altre nazioni.
Le conseguenze economiche
Avere un moderno sistema infrastrutturale è la conditio sine qua non per oliare l’apparato economico nazionale. Il motivo è semplice: grazie a reti ferroviarie e strade all’avanguardia, non solo un governo agevola gli spostamenti interni dei suoi cittadini, ma migliora anche le esportazioni. Se, inoltre, consideriamo il fatto che, attraverso il suddetto progetto, la Cina metterà l’innovazione al centro della strategia di trasporto, allora è facile ipotizzare un prossimo passo in avanti anche in quanto a veicoli intelligenti e autonomi.
Dulcis in fundo, il citato progetto cinese è funzionale alla nuova iniziativa adottata dalla leadership del Pcc, ossia la doppia circolazione. Detto in altre parole, la Cina sta cercando di fare più affidamento al suo mercato interno per guidare la crescita. Ma, affinché il mercato interno sia quanto mai fluido, è doveroso, per Xi, eliminare il cosiddetto sviluppo irregolare. D’altronde stiamo parlando di uno Stato immenso, formato da alcune aree economicamente più arretrate rispetto ad altre. Attraverso l’adozione di nuove infrastrutture, la Cina potrebbe accelerare ancora. Alla ricerca di un secondo “miracolo economico”.



