Skip to content
Società

I morti per Covid-19 in Spagna sono molti di più

Prima i dubbi sui dati diffusi dalla Germania, che per l’intera durata della prima ondata di Covid sembravano alquanto sospetti. Poi l’inaspettato cambiamento nel metodo di conteggio della Francia, che in un batter d’occhio ha abbattuto il tasso di positività...

Prima i dubbi sui dati diffusi dalla Germania, che per l’intera durata della prima ondata di Covid sembravano alquanto sospetti. Poi l’inaspettato cambiamento nel metodo di conteggio della Francia, che in un batter d’occhio ha abbattuto il tasso di positività al coronavirus dal 10,7% di positivi su tamponi effettuati al 6,3% (e tutto in un solo giorno). Adesso è il turno della Spagna, che improvvisamente si accorge di alcune discrepanze nel calcolo delle vittime.

Di punto in bianco l’Ine, cioè l’Istat spagnolo, ha ridefinito i confini della pandemia nella penisola iberica. Già perché, a quanto pare, i morti spagnoli di Covid sarebbero 76mila e non 47mila, come erroneamente dichiarato dalle autorità sanitarie spagnole. Facendo un rapido confronto, un bilancio del genere farebbe schizzare Madrid in vetta alla classifica europea dei Paesi con più vittime all’attivo. Una triste posizione, questa, per molto tempo occupata – a questo punto probabilmente in maniera immeritata – dall’Italia.

All’interno del dramma provocato dall’emergenza sanitaria c’è spazio per una situazione paradossale. Se bastano tre indizi a fare una prova, a questo punto è lecito chiedersi se non sia il caso di rivedere i bollettini diffusi da media e istituzioni. Il motivo è semplice: per mesi interi il mondo ha collegato i numeri più alti del virus all’Italia quando, molto probabilmente, lo stesso stava accadendo negli altri Stati. La differenza? Metodi di calcolo “alternativi”, strani errori e dimenticanze più o meno volontarie.

L’errore della Spagna

Per capire cosa è successo dobbiamo tornare a cavallo tra il marzo e il maggio 2020. In quel periodo, in Spagna, per via del Covid persero la vita 45.684 persone. Ebbene, questa cifra includerebbe sia i decessi confermati con test (32.652), sia i sospettati di aver contratto la malattia perché avevano presentato sintomi compatibili (13.032). Stiamo parlando di numeri importanti, il 70% in più rispetto ai 27.127 contabilizzati dalle autorità sanitarie. La confusione non si è fermata neppure in estate, quando si sono aggiunti 26.900 decessi a fronte di appena 16.700 vittime certificate con tampone.

Detto altrimenti, mentre le autorità sanitarie spagnole parlano di 47mila decessi da Covid, l’Istituto di Statistica ha contato circa 76mila vittime. Da dove nasce una discrepanza del genere? Per l’Ine, soltanto il 62% dei decessi per Covid sarebbe stato registrato negli ospedali. Le altre persone sarebbero morte nelle Rsa o in casa, senza diagnosi. Il ministro della Sanità, Maria Luisa Carcedo, ha provato a spiegare che la differenza è dovuta dai differenti sistemi di raccolta dati usati. I dati sanitari, infatti, sarebbero più tempestivi ma meno precisi rispetto a quelli dell’Ine.

Il calcolo italiano

Ogni Paese utilizza i propri criteri per stabilire il calcolo dei morti da Covid-19. Per quanto riguarda l’Italia, non basta aver certificata la positività al coronavirus mediante tampone molecolare. Per entrare nella definizione “decesso per Covid-19” bisogna rispettare altri tre criteri: la presenza (certificata da un medico) dei sintomi tipici della malattia (febbre o tosse), non deve esserci una “chiara causa di morte diversa” (esempio: incidente stradale) e, infine, non deve essere presente un periodo di “recupero clinico completo” tra malattia e decesso. Oltre alla positività, dunque, sono necessarie anche queste tre condizioni. Ricordiamo che in Italia si contano, al momento, più di 66.500 morti. Si trattava del numero più alto dell’Unione europea, adesso superato dal valore calcolato dalla Spagna.





Abbonati e diventa uno di noi

Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Lascia un commento

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto

Perché abbonarsi

Sostieni il giornalismo indipendente

Questo giornale rimarrò libero e accessibile a tutti. Abbonandoti lo sostieni.