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Società

“Mosca a rischio lockdown”: la Russia travolta dalla seconda ondata di Covid

La famigerata seconda ondata di coronavirus sta travolgendo la Russia, che da giorni deve fare i conti con una seria impennata di contagi e decessi giornalieri. Mosca ha registrato 11.615 nuovi casi di Covid-19 nelle ultime 24 ore, mentre i...
Putin coronavirus (La Presse)

La famigerata seconda ondata di coronavirus sta travolgendo la Russia, che da giorni deve fare i conti con una seria impennata di contagi e decessi giornalieri. Mosca ha registrato 11.615 nuovi casi di Covid-19 nelle ultime 24 ore, mentre i decessi sono stati 188, contro i 117 del giorno prima. Come ha sottolineato l’agenzia russa Tass, in termini di infezioni, si tratta del dato più alto dallo scorso 11 maggio. Il bilancio totale del paese ha raggiunto quota 1.237.504 contagi e 21.663 morti dall’inizio della pandemia.

La situazione inizia a farsi preoccupante, anche perché la curva epidemiologica aveva iniziato gradualmente una discesa nel periodo compreso tra giugno e luglio, salvo impennare da settembre. Il risultato è che la Russia è tornata a sfondare abbondantemente il tetto dei 10mila casi giornalieri di Covid, con Mosca finita nell’occhio del ciclone. Dopo Londra, Madrid, Parigi e New York, un’altra grande capitale rischia di subire misure restrittive o addirittura un lockdown.

Se nelle scorse settimane il quotidiano Vedemosti, citando fonti all’interno dell’amministrazione russa, scriveva che le autorità stavano pensando di imporre ai cittadini di Mosca un rigido lockdown in caso di recrudescenza del virus, oggi quell’ipotesi è a un passo dal concretizzarsi. “È importante capire come prendere le decisioni senza fermare le attività lavorative”, ma senza un miglioramento della situazione, entro due settimane verrà dichiarato il lockdown, avevano spiegato le fonti al giornale.

Mosca trema

La maggior parte dei nuovi casi è localizzato a Mosca, capitale di circa 12 milioni di abitanti. I giorni passano e il virus non sembra abbia intenzione di frenare la propria corsa. Per questo motivo l’amministrazione potrebbe pensare a una serrata per evitare il peggio. Diversi scenari sono sul tavolo delle autorità. In particolare, il sindaco di Mosca starebbe valutando un rafforzamento della quarantena nella città se le attuali misure contro il Covid-19 non dovessero funzionare.

I pazienti ricoverati nella capitale nelle ultime 24 ore hanno superato le mille unità, facendo temere il peggio per la futura tenuta del sistema sanitario. Nel frattempo il viceministro dell’Istruzione, Viktor Basyuk, ha annunciato all’agenzia Interfax la quasi certa chiusura delle scuole situate nelle regioni di Ulyanovsk e Sakhalin. Ricordiamo che a Mosca gli istituti sono già chiusi (dal 5 ottobre) e lo resteranno fino al 18 ottobre. “In base alla raccomandazione dei medici, tenendo conto dell’aumento delle malattie da raffreddamento e dell’aumento dei casi identificati di Covid ho preso la decisione di prolungare il periodo delle vacanze d’autunno”, ha spiegato il sindaco della capitale Serghiei Sobyanin.

A che punto è il vaccino russo?

Mentre i media evocano l’ombra della serrata per Mosca e il portavoce del Cremlino, Dimitry Peskov, dichiara di non essere a conoscenza del possibile ritorno del lockdown in Russia, in tanti si chiedono a che punto siano i lavori sul vaccino anti Covid annunciato da Vladimir Putin lo scorso agosto. Secondo quanto riportato da Tass, quasi 3mila volontari prenderanno parte agli studi post-registrazione dell’antidoto Sputnik V sviluppato dal Vector State Research Center of Virology and Biotechnology.

Le istituzioni mediche riceveranno il vaccino una volta avviata la sua produzione di massa. Da quanto filtra, la procedura di registrazione del vaccino dovrebbe concludersi entro il 15 ottobre. Non c’è ancora una data ufficiale per la vaccinazione di massa della popolazione, anche se il ministero della Salute russo ha annunciato di aver inviato il primo lotto di vaccini in diverse regioni del Paese. Si tratterebbe, secondo quanto reso noto in un comunicato, di una “consegna pilota” volta a verificare il funzionamento delle reti logistiche di distribuzione e somministrazione ai cittadini appartenenti ai gruppi ad alto rischio. Nel frattempo, tra l’aumento dei nuovi casi e il rischio di un lockdown a Mosca, tutti gli occhi sono puntati sul “decollo” dello Sputnik V.





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