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Politica

L’amicizia pericolosa tra Iran e Venezuela

L’alleanza tra Iran e Venezuela è sempre più stretta e può impensierire gli Stati Uniti, come dimostrato da alcuni eventi degli ultimi giorni. Tre petroliere iraniane si apprestano a fare il proprio ingresso (la prima in realtà lo ha già...
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L’alleanza tra Iran e Venezuela è sempre più stretta e può impensierire gli Stati Uniti, come dimostrato da alcuni eventi degli ultimi giorni. Tre petroliere iraniane si apprestano a fare il proprio ingresso (la prima in realtà lo ha già fatto lunedì) nelle acque territoriali venezuelane per rifornire la nazione latinoamericana, alle prese con una grave crisi energetica, di gasolio. Si tratta di una mossa destinata a suscitare le ire di Washington che è fermamente contraria a questo tipo di dinamiche e che ha imposto sanzioni tanto nei confronti dell’Iran quanto del Venezuela. I due Stati, che sono membri dell’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (Opec), hanno potenziato la cooperazione bilaterale nel corso del 2020 scambiando petrolio, carburante, cibo, equipaggiamento per le raffinerie ed altri beni industriali. L’ex comandante delle Guardie Rivoluzionarie Iraniane (Pasdaran) e Generale Yahya Rahim-Safavi ha dichiarato che l’Iran è pronto ad aiutare “ogni Paese musulmano e non musulmano” che chiede aiuto e che Teheran ha ricevuto oro dal Venezuela in cambio del gasolio consegnato. Il Generale ha affermato che l’Iran sta aiutando il Venezuela a formare una milizia di mobilitazione popolare “grazie all’esperienza conseguita negli otto anni di guerra con l’Iraq”. In Iran questa milizia si occupa di reprimere le dimostrazioni anti-governative.

Uno scenario drammatico

I rapporti sempre più stretti tra Caracas e Teheran rischiano di alterare lo scenario regionale e di complicare la vita di Washington. Il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha reso noto come voglia potenziare la cooperazione in ambito energetico ed ha definito le relazioni tra le parti come “profonde e fraterne”. Le due nazioni hanno formato una partnership di necessità, in grado di aiutarle a superare il momento difficile che stanno vivendo. L’Iran è alle prese con gli effetti disastrosi della pandemia: il virus SARS-CoV-2 ha infettato oltre 453mila cittadini e ne ha uccisi più di 25mila. L’economia statale attraversa una fase di grave crisi acuita dalla presenza delle sanzioni americane che, nelle intenzioni dell’Amministrazione Trump, dovrebbero far collassare l’esecutivo locale e provocare un sollevamento da parte della popolazione. Il Venezuela, invece, arranca ormai da anni a causa di una sfiancante crisi economica che ha generato una vera e propria emergenza sanitaria e sociale. Il sistema sanitario è collassato, quattro milioni di venezuelani sono stati costretti a fuggire all’estero, l’inflazione ha raggiunto proporzioni indicibili e in molti sono ormai ridotti alla fame.

Ecco dove possono spingersi i due Paesi

L’Iran ha intenzione di creare, in America Latina, un vero e proprio “Asse di Resistenza” all’egemonia americana su modello di quanto fatto in Medio Oriente. In questa regione, infatti, l’Iran può contare su una serie di alleati statali, come la Siria di Bashar al Assad ed in misura minore sull’Iraq e non statali, come il movimento Hezbollah in Libano, Hamas a Gaza ed i ribelli Houthi in Yemen. In America latina, invece, gli alleati sono Cuba, Nicaragua e Venezuela, tre Paesi governati da esecutivi di sinistra radicale ma non per questo meno interessati dell’Iran a danneggiare gli interessi americani. L’Iran è consapevole della distanza geografica delle Americhe dal Medio Oriente ed almeno in questo contesto evita di provocare eccessivamente la Casa Bianca. Sembra improbabile, però, che si possa arrivare a forgiare un vero e proprio patto di cooperazione militare tra le parti vista l’enorme distanza geografica e la precarietà dei quattro esecutivi coinvolti che, di certo, non navigano in buone acque. Si tratta perlopiù di retorica, utile a fine propagandistici ma che non sembra destinata a trasformarsi in qualcosa di più concreto. Al momento l’Iran è costretto a giocare sulla difensiva a causa della pandemia mentre il Venezuela non può certo permettersi di imbarcarsi in un patto militare dal futuro incerto e che potrebbe essere sfruttato da Washington per giustificare un attacco nei suoi confronti. Il superamento della fase pandemica potrebbe però aprire nuovi scenari: qualora Teheran riesca, anche grazie al supporto della Federazione Russa, a superare questo momento difficile potrebbe essere poi tentato dall’espandere il suo raggio d’azione al di fuori del Medio Oriente.





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