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Le banche greche sono (di nuovo) in pericolo

È destinata a lasciare il segno la proposta di riforma portata avanti in Grecia dal governo di Kiriakos Mitsotakis e relativa al salvataggio degli immobili registrati come prima casa per i debitori che non sono in grado di far fronte...
Grecia, proteste del partito Syriza contro le misure di austerità (LaPresse)

È destinata a lasciare il segno la proposta di riforma portata avanti in Grecia dal governo di Kiriakos Mitsotakis e relativa al salvataggio degli immobili registrati come prima casa per i debitori che non sono in grado di far fronte ai propri impegni finanziari. Come riportato infatti dalla testata ellenica Kathimerini ed evidenziato dall’associazione delle banche della Grecia, tale piano di tutela sarebbe stato considerato eccessivamente di manica larga e ben lontano dall’idea di semplice tutela del nucleo familiare. Inoltre, in questa situazione sarebbe lo stesso sistema bancario a trarne delle gravi problematiche, poiché la capacità di riscossione dei debiti in sofferenza verrebbe notevolmente ristretta; oltre a porre gli stessi istituti di credito a “trattare” direttamente con la burocrazia di Atene.

Saranno “salve” le case sino a mezzo milione di euro

Dopo la crisi che si era verificata ad Atene lo scorso decennio, il governo della Grecia si era visto obbligato a mettere in campo misure di tutela sociale volte a garantire che un debitore insolvente e la propria famiglia venissero sfrattate con troppa semplicità. Tuttavia, tale misura si limitava alle case di un valore massimo di 280mila euro – raggiungibile soltanto in un nucleo familiare di 7 persone – ed era considerato accettabile come tutela dell’individuo. Con la riforma odierna, invece, sarà possibile evitare di perdere la possibilità di vivere in case che valgono sino a 460mila e considerate ben al di sopra delle reali necessità di una famiglia a seguito di una grave insolvenza.

Sarà lo Stato a riscattare le abitazioni

Secondo il piano che intende seguire il governo e similmente a quanto accaduto già in passato, a seguito di un default privato che aveva dato in garanzia la prima casa sarà possibile ricorrere ad uno specifico fondo di Atene. Scopo di questa istituzione sarà quella, dunque, di acquistare per conto dello Stato l’abitazione e concederla – col diritto di riacquisto – agli stessi contraenti del mutuo che non si è riusciti a restituire, garantendo in questo modo la tutela del debitore.

Tuttavia, la vera incognita è relativa alle modalità con cui avverrà questo passaggio e soprattutto come si ripercuoterà sul comparto bancario della Grecia. Mentre infatti in primo luogo le banche sarebbero propense ad anticipare l’intervento dello Stato alla fase precedente la dichiarazione di default – invece che attenderne il suo esito – in secondo luogo mette le banche nella condizione di dover attendere il pagamento dell’importo loro spettante da parte di Atene: in modi che, per altro, ancora devono essere chiariti. E in questo scenario, di conseguenza, difficile non intravedere la possibilità di una nuova contrazione dei prestiti garantiti e dei mutui concessi dal comparto bancario ellenico, elemento che si ripercuoterà in questi già drammatici mesi sulla stessa economia del Paese.

Le banche rischiano nuove instabilità

Le criticità messe in risalo dalla banche poggiano le loro osservazioni sostanzialmente su due concetti, che rischiano di rivelarsi drammatici per il comparto bancario ellenico.
La prima di queste incertezze è relativa alla possibilità che, considerando le condizioni vantaggiose rispetto al passato, alcuni debitori possano scegliere di non tenere fede agli impegni finanziari contratti. Sperando infatti di risolvere le difficoltà finanziarie del breve, l’idea potrebbe essere quella di accedere nuovamente ad un indebitamento per riacquistare l’abitazione – svalutata – non appena ci siano le condizioni.
La seconda, invece, è relativa alle modalità con cui la Grecia rimborserà le banche dei crediti non riscossi e delle reali capacità di Atene di far fronte agli impegni presi. E soprattutto questo particolare, considerando già le difficoltà bancarie del Paese, è quello che al momento preoccupa maggiormente e che lascia temere un nuovo peggioramento generale della situazione.

Da questo quadro, in ultimo, lo scenario bancario della Grecia viene ancora investito da una nuova scia di incertezze, destinato a lasciare aperte molte questioni relative alla sua reale stabilità. E come sottolineato dalla stessa associazione bancaria, senza sicurezze maggiori date al settore e senza una revisione del modo in cui è stata impostata la riforma le banche elleniche rischiano una nuova crisi di sfiducia.





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