Skip to content
Politica

I repubblicani fanno partire la caccia alle spie cinesi nelle università

“Il Partito comunista cinese cerca di indottrinare i nostri studenti nelle Università americane”. L’accusa arriva da un gruppo di sette deputati repubblicani, che punta il dito contro quella che, a loro dire, è la propaganda di Pechino che circola sempre...
Senato Usa

“Il Partito comunista cinese cerca di indottrinare i nostri studenti nelle Università americane”. L’accusa arriva da un gruppo di sette deputati repubblicani, che punta il dito contro quella che, a loro dire, è la propaganda di Pechino che circola sempre di più nelle università statunitensi. Come riporta l’agenzia Reuters, si tratta dell’ultima dell’ultima dichiarazione anti-cinese degli alleati al Congresso del presidente Donald Trump. I deputati del Gop hanno inviato una lettera al segretario all’istruzione Betsy DeVos, chiedendo informazioni e accusando la Cina di finanziare le università statunitensi nel tentativo di diffondere la propaganda del Partito comunista e di limitare la ricerca sull’origine del Covid.19.

La lettera, come nota il Corriere della Sera, è firmata dall’ala più conservatrice del partito repubblicano, nonché quella che ha più sostenuto il Presidente Donald Trump nel processo di impeachment. Ecco i nomi: Jim Jordan (Commissione Controllo e Riforma); Virginia Fox (Istruzione e Lavoro); Michael Rogers (Sicurezza Interna); Frank Lucas (Scienza, Spazio e Tecnologia); Devin Nunes (Intelligence); Mac Thornbery (Forze Armate) e Michael McCaul (Affari esteri).

Migliaia di studenti cinesi ogni anno negli Stati Uniti

La Cina invia più studenti a studiare negli Stati Uniti rispetto a qualsiasi altro Paese al mondo, nota la Reuters, quasi 370.000 nel 2018, un terzo del totale degli studenti internazionali. Sono un’importante fonte di entrate per i college e le università statunitensi. L’istruzione superiore degli Stati Uniti riceve inoltre milioni di dollari dalla Cina ogni anno sotto forma di contratti. Secondo i repubblicani, studenti, professori e ricercatori cinesi negli Stati Uniti possono costituire una minaccia alla sicurezza nazionale.

“Dear Secretary DeVos – scrivono i repubblicani – grazie alla sua leadership il Dipartimento ha cercato di aumentare la trasparenza e ridurre la dipendenza delle università dagli investimenti stranieri. Le recenti rivelazioni sulle mosse della Cina per sopprimere la ricerca accademica sull’origine del Covid-19 sottolineano l’ importanza dei suoi sforzi. La Cina ha investito strategicamente nel mondo accademico americano nel tentativo di rubare informazioni confidenziali e tecnologiche dalle aziende Usa e persino dal Governo federale”. Inoltre, osservano i sette, “la Cina offre denaro per influenzare i nostri Istituti di alto livello, nello stesso tempo sta intralciando gli studi sull’ origine del Covid-19 che non siano legati alla propaganda del partito comunista cinese. La vostra inchiesta è complementare alle intenzioni dei parlamentari repubblicani di indagare sulla propaganda del governo cinese e delle operazioni di copertura che contornano la pandemia”.

“Non possiamo permettere a un pericoloso regime comunista – proseguono – di avere accesso ai nostri istituti di istruzione superiore”, ha dichiarato ad Axios il deputato Jim Jordan (R-Ohio), primo firmatario della lettera. “Il fatto che il Partito comunista cinese abbia nascosto al mondo lo scoppio precoce del coronavirus ha peggiorato incommensurabilmente l’impatto di questa malattia negli Stati Uniti e nel mondo. Dobbiamo ritenere responsabile la Cina e impedire loro di fare ulteriori danni al nostro Paese”. Come riporta il Wall Street Journal, lo scorso febbraio il Dipartimento dell’Istruzione ha aperto un’indagine sulle università di Harvard e Yale come parte di un’inchiesta più ampia secondo la quale le università statunitensi non avrebbero dichiarato circa 6,5 miliardi di dollari in finanziamenti esteri da paesi come la Cina e l’Arabia Saudita.

Escalation di accuse reciproche fra Cina e Usa

L’iniziativa dei conservatori è solamente l’ultima, in ordine temporale, che testimonia una pericolosa escalation di accuse reciproche fra Pechino e Washington sull’origine del Covid-19 e che riflette, in generale, l’antagonismo fra le due potenze: quella dominante (gli Stati Uniti) e quella in ascesa (la Cina). “Ci sono numerose prove sul fatto che il coronavirus arrivi dal laboratorio di virologia di Wuhan”: lo ha dichiarato pochi giorni fa il Segretario di Stato americano Mike Pompeo, che ha lanciato un attacco frontale contro la Cina durante un’intervista rilasciata alla Abc. Pompeo ha poi rincarato la dose accusando la Cina di continuare a impedire “agli occidentali l’accesso ai laboratori”.

Dal canto suo il Presidente Usa Donald Trump ha appoggiato la linea dura di Pompeo, sottolineando che gli Usa faranno “un rapporto molto dettagliato su ciò che pensiamo sia successo”, affermando che “personalmente penso che abbiano commesso un terribile errore. Hanno provato a nasconderlo, hanno provato a spegnerlo”. Durissima la replica del Global Times, il giornale del Partito Comunista cinese: “L’amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, tra cui Pompeo, continua a diffondere menzogne ​​e ad ingannare il pubblico americano e internazionale senza alcuna prova a dimostrazione del loro sospetto. La sequenza genetica del coronavirus racconta, proprio come altre prove imminenti, come Washington pagherà per le sue bugie”.





Abbonati e diventa uno di noi

Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Lascia un commento

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto

Perché abbonarsi

Sostieni il giornalismo indipendente

Questo giornale rimarrò libero e accessibile a tutti. Abbonandoti lo sostieni.