La pandemia di Covid-19 ha colpito duramente la Turchia di Recep Tayyip Erdogan: nel Paese, infatti, sono stati registrati più di 69mila casi del morbo ed oltre 1500 persone hanno perso la vita a causa di esso. Ankara ha deciso di correre ai ripari ed il Parlamento ha così dato luce verde ad un provvedimento, voluto dal Partito della Giustizia e dello Sviluppo (Akp), che ha lo scopo di mitigare le ricadute sociali ed economiche della malattia. Lo Stato si impegna a supportare economicamente, con circa cinque euro al giorno e per tre mesi, quei lavoratori costretti a prendere ferie non retribuite e pagherà la loro assicurazione sanitaria, non sarà possibile licenziare i dipendenti nei prossimi novanta giorni. La nuova legge contiene anche altri punti rilevanti: dal congelamento, sempre per tre mesi, degli affitti di alcuni immobili statali al rinvio di alcune bollette, dalla sospensione dei prestiti studenteschi ad azioni mirate per impedire l’aumento dei prezzi dei beni. Il presidente Erdogan aveva annunciato, nel mese di marzo, il lancio di un pacchetto economico da 100 miliardi di lire turche per sostenere i cittadini e le imprese colpite dalla crisi.
Una crisi imminente
L’economia turca dovrebbe contrarsi, come stimato dal Fondo Monetario Internazionale, del 5 per cento nel 2020 mentre il tasso d’inflazione dovrebbe raggiungere il 12 per cento a fine anno. Can Selcuki, managing director dell’Istanbul Economics Research e sentito dalla Cnbc, ha reso noto come Ankara fosse, già prima dello scoppio della pandemia, in una posizione macroeconomica piuttosto vulnerabile e che pertanto il Paese dovrà affrontare momenti difficili nel prossimo futuro. Il tasso di disoccupazione, che aveva raggiunto il 14 per cento nel mese di gennaio, crescerà in maniera consistente a causa del coronavirus mentre l’indebolimento della valuta nazionale ed un debito consistente non fanno ben sperare. Il presidente Erdogan ha affermato che il suo esecutivo è riuscito a gestire l’emergenza meglio di altri Paesi ma alcune sue mosse in ambito economico hanno comunque turbato gli investitori ed hanno provocato una forte svalutazione della lira turca rispetto al dollaro americano. Erdogan ha poi escluso la possibilità di chiedere aiuto al Fondo Monetario Internazionale mentre secondo alcuni esperti il Paese ne avrebbe disperatamente bisogno.
Le prospettive
La risposta di Ankara all’epidemia di coronavirus, come riportato da un sondaggio condotto dal MAK Consulting Group, ha ricevuto l’approvazione del 63 per cento del campione intervistato, un dato leggermente in calo, mentre il 24 per cento dei turchi ha espresso contrarietà nei confronti dell’approccio adottato dall’amministrazione Erdogan. Non sono mancate le tensioni tra il Partito di Giustizia e Sviluppo ed il Partito Repubblicano del Popolo, progressista e principale movimento d’opposizione. Erdogan ha accusato l’opposizione, che controlla alcune importanti municipalità, di voler formare un’amministrazione statale parallela. Il Partito Repubblicano del Popolo si è espresso in favore dell’imposizione di un lockdown mentre il Presidente ritiene che una decisione del genere danneggerebbe l’apparato produttivo.Le intenzioni di voto dei cittadini, come segnalato da un sondaggio del Metropoll’s Turkey’s Pulse, sembrano infine piuttosto chiare: l’Akp di Erdogan riscuote il 33.7 per cento delle preferenze, il Partito Repubblicano del Popolo appena il 17.7 per cento mentre tutti gli altri partiti non supererebbero la soglia di sbarramento del 10 per cento.
Abbonati e diventa uno di noi
Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.



