Londra è a un bivio: seguire il modello Italia o rispolverare la teoria dell’immunità di gregge per sopravvivere alla pandemia di Covid-19 che non accenna a fermarsi e miete morti?
Secondo le ultime timide dichiarazioni che giungono dal numero 10 di Downing Street, l’ipotesi della “immunità di gregge” come metodo per fronteggiare il coronavirus potrebbe essere rispolverata – data l’esplosione di contagiati – per fronteggiare la pandemia che rischia di mettere in ginocchio non sono il sistema sanitario del Regno Unito, la l’intero Paese fresco di Brexit che non può permettersi un collasso economico.
A rivelarlo l’ipotesi di un ritorno in auge della strategia ponderata fin dalla prima ora da Boris Johnson, sarebbe stato il successore di sir Patrick Vallance, precedentemente considerato il principale consigliere scientifico del premier, che ora avrebbe ceduto il testimone al professor Graham Medley, “massimo consigliere dell’esecutivo sulle pandemie”, che secondo quanto riportato dal Times, starebbe conducendo il timone su una nuove “virata” da parte del Regno Unito alle prese con un’impennata di contagi, e di decessi.
Il professor Medley sostiene fermamente che “il Regno Unito si sta ficcando in un vicolo cieco”, e non reputa le misure draconiane imposta dal governo – dopo il dietrofront sull’ipotesi immunità di gregge – una misura adeguata a contenere il contagio. Così facendo, il consigliere britannico mette in discussione l’approccio applicato da Italia, Spagna e Francia, spiegando come “un lockdown continuo” rischi di “provocare più danni del virus stesso”, manifestandosi attraverso una “esplosione” – altrettanto pericolosa – “di violenze domestiche, gravi malattie mentali causa clausura in casa e disoccupazione cronica”.
Attualmente nel Regno Unito si contano oltre 42mila contagi confermanti e 4.300 decessi. Oltre 700 solo nelle ultime 52 ore. E le previsioni non sono ottimiste: secondo gli esperti entro la prossima settimana potrebbero contarsi oltre mille morti al giorno.
Nonostante questo vero e proprio bollettino di guerra – numeri che non si leggevano dai bombardamenti su Londra nella seconda guerra mondiale – l’esperto inglese ribadisce come si debba “riconsiderare la strategia dell’immunità di gregge” e lasciare che la popolazione venga contagiata dal coronavirus “nella maniera meno fatale possibile”. Riportando in prima pagina le terrificanti prospettive paventante meno di un mese fa: il 70% degli inglesi contagiati da Covid-19 per sconfiggere il Covid-19
Il primo ministro Boris Johnson, rimasto anche lui contagiato da Covid-19, e tornato a “lavoro” prima del tempo per affrontare una situazione viene descritta come “molto tesa”, sembra essere quindi indotto a cedere terreno al virus in nome della salvaguardia dell’economia e della strettamente correlata sopravvivenza di una “società” che per salvarsi dal collasso del sistema sanitario – dunque “condannare” a morte certa una determinata fascia di popolazione della quale a lungo si è chiosato tra le righe dei giornali di tutto il mondo – deve esporsi a questa minaccia invisibile, in attesa di che gli anticorpi britannici, oggi ancora incapaci di fronteggiare la minaccia, trovino la via “naturale” per salvare i sudditi di sua maestà.
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