Skip to content
Società

Il nodo di Gerusalemme nella diffusione del virus

“Il numero di pazienti [affetti da coronavirus] raddoppia ogni tre giorni”, ha affermato il premier Benjamin Netanyahu il 25 marzo. Ad oggi, i casi registrati nel Paese sono più di 3mila, le autorità temono una diffusione incontrollata del contagio e...
Gerusalemme Israele covid

“Il numero di pazienti [affetti da coronavirus] raddoppia ogni tre giorni”, ha affermato il premier Benjamin Netanyahu il 25 marzo. Ad oggi, i casi registrati nel Paese sono più di 3mila, le autorità temono una diffusione incontrollata del contagio e il governo è sempre più propenso a disporre la “chiusura completa” del territorio israeliano.

Ad aiutare le autorità nell’implementazione delle nuove disposizioni è stato schierato anche l’esercito: 500 soldati affiancheranno da domenica la polizia israeliana, mentre prosegue il monitoraggio dei cellulari dei cittadini già contagiati. Israele quindi ha adottato le stesse misure già prese in altri Stati europei, ma deve fare i conti anche con un altro problema: la sfiducia della popolazione araba, ben poco propensa a fare affidamento sulle autorità anche – o soprattutto – in contesti di emergenza.

Il nodo di Gerusalemme est

Secondo i dati del Ministero della Salute, solo cinque residenti della zona est di Gerusalemme hanno contratto il coronavirus: sono tutti membri di una famiglia del quartiere di Beit Safafa, nel sud-est della città. Ma con molta probabilità il dato del Ministero non corrisponde alla realtà. Secondo quanto riportato dal quotidiano Haaretz, che cita la Mezzaluna rossa, il numero di contagi nella zona est di Gerusalemme è più alto di quello ufficiale, ma poter avere un dato reale è quasi impossibile.

La popolazione araba non ha un buon rapporto con le autorità israeliane dopo anni di politiche discriminatorie e vede come un pericolo il mettersi in contatto con il Magen David Adom (la Croce Rossa israeliana, ndr). A ciò, prosegue Haaretz, si aggiunge anche un altro problema: il ministero della Salute non è stato ancora in grado di coordinarsi correttamente con l’Health Management Organizations che si occupa della gestione sanitaria di Gerusalemme est. Gli stessi operatori della Mezzaluna Rossa non possono operare nel pieno delle loro possibilità: l’organizzazione ha il più alto numero di ambulanze in questa zona della città, eppure non ha ancora ricevuto l’autorizzazione per raccogliere i tamponi per il coronavirus. Molti cittadini di origine araba si rivolgono proprio alla Mezzaluna, anziché al Magen David Adom, quando presentano sintomi da coronavirus, ma quando gli operatori li rimandano alle autorità israeliane non sempre il consiglio viene preso in considerazione. Da qui la decisione del Magen di sottoporre alcuni operatori della Mezzaluna ad uno specifico training per il prelievo dei tamponi.

Ma alla sfiducia nei confronti della Croce rossa israeliana o del ministero della Salute si somma anche la paura di essere isolati e stigmatizzati dal resto della comunità, che spinge anche chi è malato a nascondere le proprie condizioni di salute, aggravando ulteriormente la situazione. Un simile atteggiamento non fa altro che favorire la diffusione del virus, agevolata anche dalla numerosità delle famiglie residenti nella zona est. Con l’avanzare del virus, il Governo aveva valutato la possibilità di chiudere il check-point che regolano l’accesso alla città e molti – come successo in tutto il Paese – hanno fatto ritorno alle proprie case prima che la misura venisse implementata. Se i timori della Mezzaluna dovessero rivelarsi fondati, l’emergenza coronavirus in Israele sarebbe maggiore di quello che le autorità attualmente credono.





Abbonati e diventa uno di noi

Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Lascia un commento

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto