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Politica

Economia di guerra per gli Stati Uniti?

Il Covid-19 spaventa anche gli Stati Uniti. Per fermare la pandemia di coronavirus, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, infatti, ha annunciato l’intenzione di utilizzare il Defense Production Act (Dpa) per combattere in modo deciso la diffusione del Covid-19...
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Il Covid-19 spaventa anche gli Stati Uniti. Per fermare la pandemia di coronavirus, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, infatti, ha annunciato l’intenzione di utilizzare il Defense Production Act (Dpa) per combattere in modo deciso la diffusione del Covid-19 qualora fosse necessario. La legge, emanata l’8 settembre 1950 in risposto all’inizio della guerra di Corea, da modo al Governo federale di costringere di fatto le aziende americane a produrre materiali necessari che scarseggiano. Praticamente quasi un’economia di guerra. Da questa produzione “forzata” sarebbero escluse tutte le aziende che lavorano nell’ambito della Difesa considerate strategiche non solo per gli impatti economici che potrebbero esserci sui programmi, ma anche per le possibili ripercussioni in ambito militare.

Se nei prossimi giorni Trump dovesse decidere di applicare il Dpa non ci sarà opposizione da parte del Partito Democratico al Congresso, anche perché già il 18 marzo scorso Nancy Pelosi, speaker alla Camera dei Rappresentanti, ha chiesto al presidente di utilizzare i poteri stabiliti dal Defense Production Act senza aspettare. Una dichiarazione seguita all’invio alla Casa Bianca di una lettera firmata da 57 deputati e senatori democratici, nella quale veniva chiesto proprio di aumentare gli sforzi del Governo federale per contrastare l’epidemia di Coronavirus.

Le prime mosse

Trump, nonostante l’annuncio della firma della legge, ha provato a tranquillizzare gli animi sottolineando come “la maggior parte degli Stati sono stati riforniti e sono ben equipaggiati”. Ciò nonostante è alto il rischio che di fronte all’esplosione di focolai di grandi dimensioni gli ospedali possano collassare, rendendo difficile l’approvvigionamento di presidi e macchinari necessari per la terapia intensiva. In questo worst case scenario si inseriscono le possibilità offerta a Washington dal Defense Production Act.

L’annuncio di Trump, quasi sicuramente, sarà seguito a breve dall’applicazione della legge, anche perché gli ospedali hanno iniziato a riscontrare carenze in mascherine, ventilatori, guanti, tamponi e altre attrezzature necessarie. Mancanze ravvisate anche dal Governatore di New York Andrew Cuomo che ha previsto -sulla base di alcuni studi- la necessità di almeno 30mila ventilatori, contro gli attuali cinquemila disponibili sul territorio dello Stato al momento maggiormente colpito dal Covid-19.

In realtà anche se non è stato reso pienamente operativo il Dpa, alcune aziende si sono già fatte avanti offrendosi per riconvertire la linea di produzione a favore di materiali di prima necessità per gli ospedali. Tra queste vi è la General Motors che ha avviato la produzione di ventilatori per la terapia intensiva. Ma se l’azienda produttrice di autoveicoli di Detroit ha preso questa decisione spontaneamente, qualora dovesse essere applicata la Defense Production Act l’amministrazione federale avrebbe la possibilità di costringere le società a riconvertire temporaneamente la produzione.

Come funziona il Defense Production Act?

Per rendere operativo il Defense Production Act non servirebbe arrivare vicini al collasso del sistema sanitario, perché la legge offre la possibilità al Governo di anticipare eventuali difficoltà incrementando le scorte e le capacità di produzione di presidi medici e di attrezzature necessarie per contenere la diffusione del coronavirus. L’unico ostacolo è rappresentato dalle politiche neoliberiste di Washington che vedono nell’intervento statale in economia l’origine di tutti i mali, prediligendo che siano le aziende private a carpire i segnali che arrivano dal mercato soddisfacendoli in pieno. Alcune società hanno iniziato a muoversi in questa direzione, ma manca l’unità di intenti che potrebbe essere assicurata solamente tramite il coordinamento del Dipartimento della salute e dei servizi umani.

La legge non permette solo di dirigere da Washington la produzione delle aziende, perché da modo anche di aiutarle tramite prestiti federali necessari a finanziare la riconversione o a espandere le capacità produttive. Da sola l’applicazione della Dpa non sarebbe una soluzione valida per fermare la diffusione del coronavirus negli Stati Uniti, ma di certo darebbe un grande aiuto agli Stati e ai diversi ospedali (privati e pubblici) evitando un collasso che creerebbe pesantissime ripercussioni a livello economico e sociale.





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