Sono numeri terrificanti quelli raggiunti dai contagiati e dai morti della Francia, se si considera come il contagio nel Paese sia partito ben più in ritardo dell’Italia, quando i piani d’azione volti al contenimento erano già stati sperimentati. Al momento e stando all’ultimo bollettino si parla di 450 morti e oltre 5mila contagiati, con una percentuale di mortalità similare a quella italiana. Tuttavia, il Paese adesso teme che la propagazione del virus possa passare anche attraverso quelle falle della società – ben più evidenti rispetto al nostro Paese – dettate dall’altissimo numero di senzatetto che vive nelle città francesi. E tra questi, ci sarebbero anche i migranti che non hanno ottenuto il rinnovo dei documenti o hanno perso il lavoro, organizzati in campi che diventano al giorno d’oggi papabili focolai dell’epidemia.
La situazione dei campi è fuori controllo
Le misure messe in campo dal governo di Edouard Philippe per prevenire la propagazione del contagio si adattano perfettamente alla popolazione francese che dimora all’interno di un’abitazione. Tuttavia, la Francia risulta avere uno dei tassi più alti d’Europa di senzatetto, i quali anche volendo non possono rispettare il confino domestico imposto dalla politica locale e spesso vivono in comunità di dimensioni più o meno ampie.
Tra i gruppi più consistenti in Francia ci sono i migranti che non sono più in regola con la legge francese e che si sono ritrovati in mezzo ad una strada. Come nel caso dell’agglomerato parigino, dove a Saint-Denis è presente un campo che ospita circa 500 persone e che rischia di diventare un grosso problema per il contenimento dell’infezione. Nonostante sul finire della scorsa settimane le forze dell’ordine abbiano intimato agli occupanti di non varcare il perimetro, appare chiaro come sia al suo interno e sia da eventuali uscite possa nascere un focolaio incontrollabile, dato anche l’assente censimento dell’area.
Come nel caso di Parigi, anche le altre principali città della Francia vivono lo stesso dramma, cui epilogo rischia di accrescere i numeri del contagio. E in questo scenario, considerando la singolarità del fenomeno francese, il Paese rischia di essere un’eccezione a livello europeo, con il rischio che il Covid-19 possa dilagarsi in modo ancora maggiore rispetto agli altri Paesi dell’Europa.
La Francia al collasso già dopo la prima settimana di isolamento
Oltre ad essersi dimostrato particolarmente indisciplinato nel rispetto dei vincoli imposti dal governo, il popolo francese deve adesso già fare i conti con le criticità a cui è andato incontro il sistema sanitario della Francia. Con l’Alsazia in crisi già da giorni, la lista delle città che non riescono più a rispondere ai numeri dell’epidemia continua ad allungarsi; e tutto questo quando il picco dei contagi è ancora molto lontano.
Nonostante gli appelli alla calma, la Francia sta vivendo un periodo drammatico ed in modo ancora più evidente rispetto agli altri Paesi. In questo – purtroppo – è impossibile non trovare delle colpe all’interno dello stesso esecutivo francese, il quale ha sottovalutato l’impatto iniziale in una situazione nella quale le tempistiche sono il fattore più importante. E con gli ospedali che sono già in tilt, difficile prevedere cosa potrà succedere nelle prossime settimane quando i picchi di contagi e ricoveri saranno raggiunti.
Con i problemi di gestione sociale del Paese che paiono aggiungersi giorno dopo giorno, la situazione rischia di degenerare, trasformando la Francia nel più macabro lazzaretto de’Europa. E in tutto questo, la popolazione della Francia dovrà trovare il colpevole: con la lista dei sospetti che in questo caso è davvero ridotta a due nomi: Edouard Philippe ed Emmanuel Macron.
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