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Politica

L’impeachment polarizza le dinamiche politiche americane

Il procedimento di impeachment nei confronti del presidente americano Donald Trump è diventato, nel corso dei mesi, uno dei temi politici dominanti dalle parti di Washington ed ha conquistato sempre maggiore spazio nel dibattito tra Repubblicani e Democratici. La procedura,...
Trump Louisiana

Il procedimento di impeachment nei confronti del presidente americano Donald Trump è diventato, nel corso dei mesi, uno dei temi politici dominanti dalle parti di Washington ed ha conquistato sempre maggiore spazio nel dibattito tra Repubblicani e Democratici. La procedura, in realtà, è destinata a concludersi con un nulla di fatto: la Camera dei Rappresentanti ha il potere di mettere in stato d’accusa il Capo di Stato ed infatti ha proceduto in tal senso con la votazione di ieri con 230 voti a favore, provenienti dal Partito Democratico e 197 contrari, cioè l’intera delegazione repubblicana ed un paio di dissidenti democratici. Sarà, però, il Senato, dove i repubblicani possono contare su 53 seggi su 100 totali, a processare Trump ed un’eventuale condanna e rimozione dall’incarico dovrebbe ottenere i due terzi dei voti totali per essere valida. Solamente un’improbabile insurrezione all’interno del Partito dell’Elefante potrebbe determinare questo sviluppo che appare, però, relegato ai margini della fantapolitica.

Il ruolo dell’opinione pubblica

I Repubblicani ritengono che l’impeachment, da loro stessi considerato come ingiusto e non necessario, avrà l’effetto di aumentare la popolarità di Donald Trump, andando così a frustrare le mire dei Democratici e generando una crescita di consenso in vista delle presidenziali del 2020. In questo senso c’è, in effetti, un precedente: la popolarità di Bill Clinton, nel corso della procedura svoltasi nel 1998 nei suoi confronti, crebbe in maniera sostanziale raggiungendo picchi del 73 per cento. Il caso di Donald Trump, almeno stando a quanto determinato dai sondaggi, appare però diverso. Il suo indice di popolarità, nel corso del 2019, si è mantenuto stabile intorno al 40 per cento senza conoscere sostanziali variazioni mentre la percentuale di americani in favore dell’impeachment, sempre stando alle indagini demoscopiche, si è attestata a quota 45 per cento, con il 78 per cento dei Democratici in favore (+12 per cento da fine settembre) e l’82 per cento dei Repubblicani contrari.

Le prospettive

La procedura di impeachment sembra dunque essere riuscita a polarizzare ancora di più gli schieramenti politici contrapposti ed i loro supporter senza, però, mutare gli equilibri di fondo della sfida presidenziale del 2020. Ovviamente nuovi ed imprevedibili sviluppi potrebbero alterare lo scenario ma, al momento, i numeri riportati dai sondaggi sono quelli appena citati e bisognerà vedere come l’opinione pubblica interpreterà il probabile fallimento della procedura a carico di Trump.

Le consultazioni presidenziali saranno inoltre influenzate, in larga parte, dal candidato scelto dal Partito Democratico attraverso il meccanismo delle primarie, che si annunciano avvincenti e combattute. Il candidato progressista, infatti, dovrà impostare la campagna elettorale  scegliendo quanto e se puntare sull’esito della procedura di impeachment o piuttosto se guardare avanti e basare la contesa politica sulle differenze di contenuti tra gli schieramenti. Trump, in ogni caso, ha già spiazzato analisti e sondaggisti nel 2016 con la vittoria a sorpresa nei confronti di Hillary Clinton e pertanto i futuri sondaggi sulla sfida presidenziale andranno presi con le molle e valutati al momento. Le avvincenti vicende politiche americane si apprestano ad entrare in una nuova fase che determinerà a sua volta, con tutta probabilità, una serie di conseguenze a catena dalla portata ancora imprevedibile.





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