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Politica

Impeachment, l’harakiri dem contro Trump

A 13 mesi dalle prossime elezioni presidenziali, con 232 voti favorevoli e 196 contrari, la Camera degli Stati Uniti a maggioranza democratica ha avviato la procedura di impeachment nei confronti del Presidente Donald Trump. Nonostante le apparenze, il voto rappresenta...
Trump impeachment

A 13 mesi dalle prossime elezioni presidenziali, con 232 voti favorevoli e 196 contrari, la Camera degli Stati Uniti a maggioranza democratica ha avviato la procedura di impeachment nei confronti del Presidente Donald Trump. Nonostante le apparenze, il voto rappresenta una prima sconfitta per i democratici: non solo non sono riusciti a convincere un solo repubblicano a votare la loro risoluzione, ma due dem hanno votato con i repubblicani e uno si è astenuto. Politicamente, è un flop. Compatti, invece, i deputati Gop nella difesa del loro Presidente. E al Senato, dove servirebbe una maggioranza di due terzi per cacciare Trump, sono in maggioranza i repubblicani: 52 a 48. Nel caso di impeachment di Bill Clinton, per esempio, 31 democratici alla Camera si schierarono con i repubblicani, con il risultato che Clinton venne assolto da tutte le imputazioni. Il legittimo “sospetto”, dunque, è che quella dei dem sia soltanto una mossa elettorale – rischiosissima – per rosicchiare consensi a The Donald, che molti danno in vantaggio nella corsa alla prossime elezioni, con una rielezione tutt’altro che impossibile.

“I democratici vogliono l’impeachment del Presidente degli Stati Uniti a meno di 13 mesi prima di un’elezione basandosi su un informatore anonimo che, a quanto pare, ha lavorato con il vicepresidente Joe Biden” ha dichiarato Jim Jordan, deputato repubblicano del Committee on Oversight and Reform. “Il popolo americano vede questo processo per quello che è, perché è fatto di persone di buon senso e non lo tollereranno. Apprezzano la leadership del nostro leader”.

I democratici “riscrivono” le regole sull’impeachment

Il deputato McGovern, presentando la risoluzione sull’impeachment, ha spiegato che quest’ultima ha adottato gli stessi principi di quelle votate con i Richard Nixon e Bill Clinton. I democratici sostengono che Donald Trump abbia abusato del proprio potere per fare pressioni su un altro Paese (l’Ucraina) al fine di indagare su uno dei suoi principali rivali, Joe Biden. In realtà, la risoluzione è diversa rispetto ai casi precedenti perché i democratici hanno cambiato le carte in tavola. Come sottolinea il Washington Times, la risoluzione conferisce il ruolo guida nella procedura d’impeachment all’House Permanent Select Committee on Intelligence, principale comitato della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti incaricato della supervisione della Comunità di intelligence, guidato dal deputato dem Adam Schiff e non, come di prassi, al Judiciary Committee (comitato giudiziario).

Quelle adottate dai democratici, scrive Maria Giovanna Maglie su Dagospia, sono regole contrarie alla Costituzione e violano la prassi usata fino ad oggi e radicata nel costume e nella legge comune. “In pratica – osserva – si arrogano il diritto di chiamare testimoni e di presentare documenti senza che la parte avversa, i repubblicani e l’accusato, abbiano diritto di controbattere e quindi unicamente a loro discrezione”.

Cnn: i democratici perdono tempo con l’impeachment

Persino sul sito web della Cnn, emittente non certo vicina al Presidente Donald Trump, sono apparsi commenti autorevoli molto critici nei confronti della strategia dei democratici sull’impeachment. “Il Senato a maggioranza repubblicana – scrive Scott Jennings – assolverà [Trump] quasi sicuramente. E il risultato netto sarà che i democratici avranno abusato della Costituzione degli Stati Uniti per soddisfare le loro mire politiche invece di avvicinarsi all’impeachment”. Diciamo la verità, prosegue Jennings, “i democratici lo avrebbero fatto sin dal primo momento. Da quando si sono resi conti, la notte delle elezioni, che Donald Trump aveva vinto, hanno iniziato a fantasticare sull’annullamento del risultato elettorale“.

I democratici Usa hanno cominciato a valutare l’ipotesi di presentare una richiesta di impeachment nei confronti del Presidente Donald Trump dopo che quest’ultimo ha ammesso di aver parlato con il neo-leader ucraino Volodimir Zelensky dell’ex vice Presidente americano e candidato democratico alla Casa Bianca Joe Biden in una telefonata dello scorso 25 luglio. Lo stesso tycoon, tuttavia, ha negato di aver fatto pressioni sul leader ucraino e ha pubblicato la trascrizione del suo colloquio telefonico con l’omologo ucraino, al centro della denuncia del whistleblower dell’intelligence Usa.

Il commento che dà meglio l’idea di quello che sta accadendo negli Stati Uniti è quello di Michael Goldwin, sul New York Post: “Un altro giorno, un altro passo da gigante sulla strada della rovina. O Nancy Pelosi ha perso la testa o vuole davvero scavare la tomba dell’America. Il voto per formalizzare la jihad dell’impeachment è un grande giorno per gli haters di Trump e una tragedia per la democrazia e il buon senso”.





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