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Politica

La propaganda di Erdogan all’interno delle moschee in Germania

La comunità turca in Germania è talmente numerosa che, in alcuni casi, persino la stessa nazionale di calcio propende per giocare negli stadi tedeschi piuttosto che in patria. Avendo diritto di voto, le ultime campagne elettorali di fatto si sono...

La comunità turca in Germania è talmente numerosa che, in alcuni casi, persino la stessa nazionale di calcio propende per giocare negli stadi tedeschi piuttosto che in patria. Avendo diritto di voto, le ultime campagne elettorali di fatto si sono decise più tra i turchi sparsi tra Germania ed Austria che tra gli elettori presenti nel paese anatolico. Il referendum costituzionale che ad esempio ha intaccato il presidenzialismo, è passato con i voti decisivi dei turchi all’estero. Ecco perché dunque ciò che viene propagandato tra le comunità di turchi in Germania appare molto importante per Erdogan, il quale ha da sempre investito molto, in termini economici e politici, sui suoi connazionali presenti in Europa. Ed anche per questa guerra iniziata contro i curdi in Siria, la propaganda di Ankara tra i turchi all’estero non vuole essere da meno.

Quegli imam che incitano a sostenere le truppe

Da quando aviazione e truppe di terra hanno iniziato le operazioni belliche nel nord della Siria, dalle moschee in Germania frequentate abitualmente dai turchi vengono lanciati sermoni di sostegno alle azioni di Ankara. Una propaganda, quella degli imam, che certamente non sorprende: Erdogan è sostenuto da coloro che hanno una visione più islamica ed islamista della società turca, il suo Akp del resto da subito ha fatto capire, da quando si è insediato al governo nel 2002, di voler sdoganare alcuni principi posti a fondamento della laicità dello Stato turco. Il sostegno di imam, conservatori e religiosi verso Erdogan è incondizionato. E tra i turchi all’estero, l’adesione all’Akp ed alla politica portata avanti dal “sultano” raggiunge percentuali molto alte.

Per di più il presidente turco può contare su uno strumento di propaganda che, nel corso degli anni, si è sempre rivelato utile non solo per diffondere i suoi ideali politici ma anche per tenere ben saldo il proprio elettorato: si tratta della Diyanet, ossia l’istituto per gli affari religiosi. Le sue origini, come ha spiegato Libero, risalgono addirittura alla nascita della Repubblica turca: Ataturk ha voluto questo ente per mettere sotto controllo prediche ed attività degli imam, oggi ad Erdogan sta servendo invece per diffondere le idee sulla “nuova” Turchia più islamica. Ed ecco che nelle oltre 900 moschee tedesche collegabili ad enti ed istituti turchi, i messaggi lanciati dagli imam appaiono tanto chiaro quanto espliciti: «Coloro che prendono di mira la nostra terra, ogni centimetro della quale è bagnato con il sangue benedetto dei nostri martiri – recita un sermone fatto circolare dalla Ditib, ente controllato dalla Diyanet – sono condannati a perdere oggi, proprio come ieri, perché abbiamo un potere enorme e invincibile: è la nostra fede incrollabile in Allah, la nostra sincera devozione all’islam, il nostro amore per la nostra patria, la nostra bandiera e la nostra indipendenza”. Un mix dunque di nazionalismo ed islamismo, base del pensiero politico dell’Akp.

I curdi vengono considerati, nelle parole degli imam turchi in Germania, come usurpatori del territorio turco, minacce da cui difendersi a tutti i costi: “«Se necessario, avremo fame e sete – recita un altro sermone – ma non faremo mai concessioni riguardo alla nostra libertà e indipendenza, al nostro onore e alla nostra dignità”. Un sostegno a tutto tondo dunque, senza tentennamenti, con i fedeli turchi che in Germania ogni venerdì vengono incitati a loro volta a dare il proprio appoggio all’operazione lanciata da Erdogan.

La preoccupazione dei curdi in Germania

Ma oltre ai turchi, in Germania sono presenti anche tanti curdi. I quali adesso, dopo aver letto anche loro i sermoni fatti circolare nelle moschee vicine ad Ankara, hanno paura e chiedono maggiore protezione da parte delle autorità tedesche: “Nell’attuale conflitto, la comunità curda in Germania sta vivendo ciò contro cui cerca di mettere guardia da anni. – si legge in una nota della Kurdische Gemeinde Deutschland – I canali turchi trasmettono quotidianamente propaganda di stato e di guerra nei salotti dei turchi in Germania, diffondendo il nazionalismo. Inoltre, le moschee turche pubblicizzano la guerra in tutto il Paese. Chiediamo alla polizia di prestare ancora più attenzione alle provocazioni che avvengono per strada e chiediamo di reagire immediatamente per evitare un’escalation”.

L’organizzazione dei curdi in Germania, nei giorni scorsi ha organizzato alcune marce in varie città tedesche per chiedere invece la fine delle ostilità e maggiore attenzione da parte del governo di Berlino alla causa delle popolazioni che vivono nel nord della Siria.





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