La guerra in Siria non è finita. L’esercito siriano avanza verso la roccaforte jihadista di Idlib con l’appoggio delle forze russe, che da Hmeimim e Tartus fanno partire i loro raid e rappresentando i due avamposti di Mosca nel Mediterraneo orientale. Nel frattempo, la popolazione prova a ripartire. Le ferite della guerra si vedono nei volti delle persone come nelle crepe dei palazzi, ma c’è voglia di ricostituire e riprendere il filo interrotto della propria esistenza. Come provano a fare i cristiani di Aleppo, che dopo le bombe, ora convivono con l’incubo delle sanzioni.
Questo reportage è composto da 3 parti
Khan Shaikoun, al fianco dei russi verso l’ultima roccaforte jihadista
Khan Shaikoun – Igor afferra il passamontagna, se lo cala in testa scende tra le rovine. È nato in Siberia 34 anni fa. Per almeno otto ha prestato servizio nei paracadutisti. Ora è un russo senza volto tra le macerie...
Nelle basi di Tartus e Hmeimim: le roccaforti della Russia in Siria
Hmeimim – Lui non solo non parla e non sorride, ma nemmeno suda. A vederlo sembra imperturbabile e indifferente come l’Ivan Drago dei film di Rocky Balboa. Ai guantoni e al paradenti d’acciaio preferisce la canottiera a strisce bianche azzurre...
“Noi cristiani nel limbo, la sanzioni uccidono come la guerra”
Monsignor Joseph Tobji ci riconosce, ci sorride da lontano, alza il bastone pastorale, indica la facciata della cattedrale. “Guardate com’è cambiata”. Alziamo lo sguardo. Per anni la cattedrale maronita di Sant’Elia è stata un simbolo della guerra di Aleppo. Le...
Abbonati e diventa uno di noi
Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

