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Giappone, quella nuova alleanza tra Toyota e Suzuki che spaventa il mondo

Per un accordo che salta, un altro va in porto. Se nella complicata trattativa per fondere Renault e Nissan in un grande polo automobilistico il Giappone era uscito con le ossa rotte, massacrato dai no altrui, i nipponici possono ora...

Per un accordo che salta, un altro va in porto. Se nella complicata trattativa per fondere Renault e Nissan in un grande polo automobilistico il Giappone era uscito con le ossa rotte, massacrato dai no altrui, i nipponici possono ora consolarsi con un nuovo, imminente, accordo dorato. Toyota, la più importante ed enorme casa automobilistica giapponese, ha trovato l’accordo per acquistare una buona percentuale del capitale di Suzuki; in cambio, quest’ultima, preleverà una piccola parte delle azioni Toyota. Tokyo benedice così la seconda partecipazione incrociata tra due importanti aziende nipponiche di rilievo dopo l’alleanza dopo l’alleanza che ha unito Renault, Nissan e Mitsubishi. Nel prossimo futuro sarà sempre più diffuso il modello economico appena descritto, un modello che consente alle singole case automobilistiche il parziale taglio dei costi interni e che offre loro di poter operare in svariati mercati con maggiore facilità di successo.

Le partecipazioni incrociate tra Toyota e Nissan

Toyota ha tirato fuori dal cilindro un colpo da maestro. L’azienda è pronta ad acquistare il 4,9% del capitale della Suzuki per un costo complessivo di 908 milioni di dollari; allo stesso tempo, Suzuki preleverà lo 0,2% delle azioni Toyota al prezzo di circa 454 milioni di dollari. Per tenere testa all’enorme minaccia rappresentata dalle auto elettriche cinesi, le case automobilistiche giapponesi stanno prendendo le contromisure, le più comuni delle quali sono fondersi o incrociare le partecipazioni. L’accordo, già trovato e che dovrebbe essere ratificato tra non molto, cerca di posizionare entrambi i brand coinvolti in una posizione tale da poter competere con la Cina su scala globale, dal momento che Pechino sta già puntando forte sulle auto ibride ed elettriche.

Un altro mostro giapponese

Già nel 2016, Toyota e Suzuki avevano dichiarato di aver tenuto un colloquio e di essere stati vicini all’alleanza. All’epoca non se ne fece niente, ma ora ecco l’ennesimo mostro giapponese che proverà a mangiare l’intera fetta dei mercati auto. Per mangiare ampi strati di un mercato straniero bisogna prima essere in quel paesi. E Toyota ha giocato bene le sue carte sia in Africa che in India, quest’ultimo considerato da esperti e analisti un mercato assai attraente. La realizzazione definitiva delle acquisizioni avverrà al termine dell’approvazione delle autorità competenti, in particolare l’Antitrust locale. In giro ci sono varie collaborazioni: Volkswagen e Ford, Land Rover e Jaguar, Daimler e Bmw. E tutte mosse dalla stessa motivazione: acquistare un peso maggiore rispetto a quello attuale.

Dominare i mercati

Importante, poi, è dare un’occhiata ai conti. Il mercato interno cinese è rallentato per via di dinamiche interne ma ha subito un contraccolpo anche dalla guerra dei dazi portata avanti da Stati Uniti e Cina. Renault-Nissan è il grande precedente di case automobilistiche nipponiche desiderose di fondersi ma incapaci di trovare punti in comune. Riguardo all’esempio citato, ricordiamo che Renault possiede il 43,3% di Nissan con pieno diritto di voto; Nissan ha in suo possesso il 15% di Renault, ma senza diritto di voto. In ogni caso, a unire le due sponde c’è, come abbiamo accennato, un interesse comune. Ovvero: contrastare la potenza cinese affidandosi sullo sviluppo congiunto dei veicoli elettrici a guida autonoma. La galassia Toyota si illumina di una nuova stella: dopo Subaru e Mazda, ecco anche Suzuki.





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