Il 3 Ottobre 2015, un’operazione militare delle forze statunitensi ed alleate a Kunduz, in Afghanistan, salì alla ribalta della cronaca in quanto un errore nel sistema di armamento AC-130 GPS comunicò un’errata coordinata, causando danni collaterali a quelli che in realtà erano gli obbiettivi militari contro il terrorismo. Non avendo dati e fonti certe, al momento, i media e la comunità internazionale, denunciarono l’accaduto come “crimini di guerra” commessi dagli Stati Uniti in violazione del diritto internazionale umanitario. L’amministrazione Obama, infatti, fu accusata di essere colpevole di un bombardamento ingiustificato a danno di un presidio sanitario gestito da Medici Senza frontiere.
Fog of War
Il bersaglio aveva una forma a T, ma dopo ripetute richieste di conferme al comando, essendo notte fonda ed utilizzando solo visori infrarossi, l’AC-130, provvisto di cannoni Bofors da 40 millimetri, mediante l’obice da 105 millimetri, aprì il fuoco, alle 02.08 , con 211 proiettili incendiari sui terroristi, individuati ed appellati come “squiters”, che si diedero alla fuga e ,presumibilmente, si nascosero all’interno dell’edificio in questione.
Nello stesso istante, a 150 miglia a sud di Kabul, Guilhem Molinie, capo della missione afgana per Medici Senza Frontiere, veniva avvisato che il presidio ospedaliero di Kunduz era stato bombardato.
Alle 2:19, furono presi contatti con il Comando Generale delle Forze Speciali dell’esercito presso la base aerea di Bagram, il quale riferì d’indagare sull’accaduto. In seguito, fatti sconcertanti diedero il sospetto che servizi segreti deviati afghani avessero depistato gli Stati Uniti con false coordinate facendo risultare dalle mappe tale presidio come obbiettivo militare e non come Ospedale. Tutto questo accadeva mentre l’allora 25esimo Segretario dalla Difesa Americano Ash Carter era sul volo 747 attrezzato dal DoD, in missione diplomatica all’estero.
Il Presidente Obama e lo stesso Carter dopo essersi scusati per il tragico incidente , istituirono un fondo di rimborso di 5,7 milioni di dollari per la ricostruzione dell’ospedale e per 171 individui. Inoltre, 16 membri dell’esercito furono disciplinati per il loro non corretto contributo all’attacco e furono prese misure per assicurare che nessuna tragedia simile si fosse più ripetuta. In seguito furono avviate varie inchieste nell’interpretazione degli eventi, in quanto , le accuse gravissime che incombevano erano di “Crimine di Guerra”.
Le indagini
Il 29 Aprile 2016 terminò l’investigazione sui fatti da parte dell’U.S. Central Command con il rilascio del verbale d’inchiesta denominato U.S. Forces-Afghanistan Investigation – Centcom’s Act of Freedom Number 20160429-10 .
Il Gen. Joseph L. Votel, U.S. Central Command, dopo le dovute condoglianze indicò che il generale John Campbell, allora Comandante della Usfor-a, diresse l’investigazioni con il supporto del Generale Maggiore William Hickman e del Generale di Brigata delle forze aeree Robert Armfield ed il generale di brigata dell’esercito Sean Jenkins ,più l’aiuto di esperti esterni. Con 3mila pagine di rapporto documentato, l’indagine enunciò: “L’inchiesta ha rivelato che un’equipaggio di cannoniera AC-130U, a sostegno di un elemento delle forze speciali statunitensi che supportava una forza di terra afgana partner, identificò erroneamente e colpì il Centro traumatologico di MSF. L’inchiesta ha stabilito che tutti i membri sia della forza di terra che dell’equipaggio AC-130U non erano consapevoli che l’equipaggio stesse sparando su una struttura medica durante l’incarico”.
Il comandante dell’USFOR-A concluse che la denuncia di “crimini di guerra” è in genere riservata ad “Atti intenzionali”.”ll tragico incidente pur derivando da una combinazione di errori umani involontari e guasti alle apparecchiature ,non aveva una natura intenzionale tantomeno che il personale fosse a conoscenza di colpire una struttura medica.
Non accettando tali conclusioni , furono incaricate da Mfs ulteriori indagini interne dall’Ihffc nel tentativo di evidenziare le gravissime violazioni del diritto umanitario
I 5 punti fondamentali
Proprio da questo terribile incidente , il Pentagono ,mediante il suo Segretario,si trovò di fronte ad una nuova lezione nella gestione della crisi. La più grande organizzazione militare del mondo, con un budget annuo di circa 700 miliardi di dollari – sette volte più grande del budget di New York City, venticinque volte più grande delle spese operative di Apple, rappresentando circa il 30 per cento del bilancio federale totale, sviluppò 5 punti strategici e fondamentali per la gestione della crisi:
- Dire qualcosa: comunicare repentinamente con i media per non lasciare vuoti interpretativi o dichiarazioni riempitive a causa del silenzio. Nei corridoi del Pentagono è conosciuta come manovra : dai da mangiare” alla bestia”con quello che sai di sicuro. La “bestia” è la naturale richiesta dei media
- Agire: elencare le azioni più immediate ed utili e eseguirle. Evitare la diffusione di voci e azioni sconsiderate che possono creare sfiducia e peggiorare la crisi.
- Non pretendere che tutte le cose siano sotto controllo. Promettere che lo saranno.
- Assunzione della piena responsabilità, privatamente e pubblicamente. Chiunque commetta personalmente un errore di giudizio o di esecuzione, dovrà prendersene le responsabilità o se altri saranno responsabili dovranno essere puniti o licenziati . Qualora si verificasse un errore nella gestione di un sistema o processo bisognerà risolverlo quanto prima .
- Se possibile, utilizzare la crisi come opportunità di riforma. Gli episodi di drammatici fallimenti possono aprire opportunità di cambiamento.
Breve Analisi
Sembra davvero improbabile che la superpotenza statunitense, addirittura sotto amministrazione Obama, abbia potuto procedere ad “Attacchi Indiscriminati Intenzionali” in special modo contro un presidio sanitario. Anche qualora fosse stata necessaria l’applicazione della “Necessità militare” all’attacco, in quanto si presumesse che terroristi fossero nascosti all’interno dell’ospedale,tale azione, contemplata nel diritto umanitario,concorda con il principio di proporzionalità e limita l’azione bellica in qualità e quantità del vantaggio indispensabile al risultato. Differentemente dall’obbiettivo militare, che indica proprio i beni che per loro natura ,ubicazione e destinazione o impiego, contribuiscono effettivamente all’azione militare, e la cui distruzione totale o parziale, conquista o neutralizzazione offre concretamente un “Vantaggio Militare”, come previsto dal I protocollo aggiuntivo del 1977 ,art 52. Al di là dell’errore umano , le problematiche sono proprio riscontrabili nell’Artificial Intelligence. Infatti ultimamente, intelligenza artificiale ed ML sta cercando impiego nell’industria civile con lo scopo di sviluppo ed evoluzione , avendo trovato nel Diritto dei Conflitti Armati enormi problematiche in merito alla distinzione e riconoscimento di effettivo obbiettivo militare o nemico.
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