Al momento sono gli aerei sopra la capitale a dare il segno della battaglia in corso per la presa di Tripoli. Dalla mattinata di sabato diversi velivoli militari sorvolano la città, apparendo come dei puntini in un cielo che, contrariamente a quanto accade sul campo, appare limpido come in una classica giornata di primavera nel Mediterraneo. A segnalarlo sono diverse testimonianze raccolte anche sul web dalla capitale libica: è il rumore degli aerei l’unico elemento che, nel pieno della quotidianità che continuano a vivere i cittadini, ricorda a tutti l’esistenza di una battaglia a pochi chilometri dal centro.
Lo spazio aereo controllato da Haftar?
Proprio la questione che riguarda il controllo dei cieli di Tripoli appare al centro della propaganda mediatica delle parti in conflitto. L’Lna, l’esercito nazionale libico, rivendica l’imposizione di una no fly zone sulla capitale ed afferma che gli aerei che sorvolano la città sono i propri. Il tutto per rispondere agli attacchi, confermati dagli stessi soldati di Haftar, avuti tra venerdì e sabato ad opera dell’aviazione fedele ad Al Sarraj. Alcuni aerei decollati dall’aeroporto di Mitiga infatti, avrebbero colpito almeno due mezzi del Libyan Nationa Army a sud di Tripoli.
Ma dall’altro fronte, si risponde affermando che in realtà gli aerei sopra la capita libica in queste ore sono quelli delle forze vicine al governo di Al Sarraj. Come accade in ogni guerra ed in ogni battaglia, lo scontro si sposta anche sotto il profilo meramente mediatico e le armi usate sono quelle dei proclami. Confermando l’imposizione della no fly zone, Haftar vuole dare l’impressione di avere la situazione sotto controllo e di non dover più temere eventuali altri contrattacchi aerei. Dall’altro lato, ovviamente il governo di Al Sarraj tiene a ribadire come in realtà la capitale è ancora nelle mani delle milizie fedeli al suo esecutivo. L’unica cosa certa è che da questo sabato gli aerei militari che sorvolano Tripoli danno ulteriormente idea di quanto sta accadendo in Libia.
L’evacuazione dei civili a sud di Tripoli
Un altro elemento che testimonia il clima che si respira nella capitale libica è dato dall’evacuazione di numerosi gruppi di civili nei quartieri immediatamente a sud della capitale. Lo si apprende da alcune foto pubblicate sia su AddressLibya, che su Twitter. Si parla, in particolare, di famiglie e di lavoratori stranieri fatti defluire dalle zone vicine l’aeroporto. Ad organizzare l’evacuazione è l’esercito di Haftar: “Forse è per preparare il terreno a nuove operazioni”, dichiara un cittadino su Twitter mentre raggiunge una zona ritenuta più sicura scortato da soldati dell’Lna.
Non è la prima evacuazione organizzata in queste ore. Anche l’Eni sta organizzando il rientro dei propri dipendenti: una misura precauzionale, spiegano fonti della Farnesina all’AdnKronos, visto che non risultano esserci scontri in prossimità degli stabilimenti che dunque rimangono al momento al sicuro.
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