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Terrorismo

Trovato disco rigido dell’Isis: ecco i file segreti del Califfato

Sono i giorni in cui Baghouz è messa a ferro e fuoco, con combattenti dell’Isis che si battono strenuamente e altri che si  danno alla fuga. Proprio in questo caos, le milizie dello Stato islamico commettono un errore imperdonabile: abbandonano...

Sono i giorni in cui Baghouz è messa a ferro e fuoco, con combattenti dell’Isis che si battono strenuamente e altri che si  danno alla fuga. Proprio in questo caos, le milizie dello Stato islamico commettono un errore imperdonabile: abbandonano inavvertitamente un disco rigido, consentendo al mondo di conoscere i loro piani segreti.

I documenti – pubblicati dal giornale britannico Sunday Times – mostrano come, ormai vicina alla sconfitta territoriale, la prima preoccupazione dell’organizzazione terroristica sia stata quella di tornare alla ribalta. Non potendolo fare negli ex territori del califfato, l’Isis avrebbe incaricato uno dei suoi leader di trasferire i militanti dalla Siria all’Europa.

La persona designata avrebbe avuto il compito di “far entrare i migranti e i fratelli ai quali è stato assegnato un compito”; in altre parole, di trovare un modo per trasferire persone e denaro dalla Siria all’Europa.

Altri attentati in Europa?

Tra i documenti conservati nel disco rigido, vi è anche una lettera firmata da sei leader dell’organizzazione e indirizzata al califfo Abu Bakr Al-Baghdadi. La missiva contiene un prospetto della nuova strategia elaborata dall’Isis, che si baserebbe, nello specifico, su rapine in banca, attacchi con veicoli, omicidi e hackeraggi.

Il principale obiettivo di queste operazioni sarebbe quello di appropriarsi di denaro, ovviando alla perdita delle entrate legate alle attività del califfato. I membri dell’Isis sarebbero quindi chiamati, come prima cosa, a “uccidere i venture capitalists infedeli, hackerare le bancheattraverso i conti bancari, rapinare le banche o altri luoghi precedentemente studiati”. Dopo ogni operazione, i soldi ottenuti verrebbero immediatamente inviati al califfo.

E non è tutto: l’organizzazione terroristica starebbe progettando una nuova ondata di attacchi in Europa e Medio Oriente, ispirandosi ad attentati compiuti in passato, in particolare la strage di Parigi del 2015 e l’attacco contro New York del 2017.

Secondo la lettera indirizzata ad Al-Baghdadi, gli obiettivi degli attacchi – da compiere dopo circa 10 – 20 giorni dall’invio della missiva -, sarebbero stati un treno ad alta-velocità tedesco e l’oleodotto di una raffineria di petrolio svizzera.

Gli infiltrati dell’Isis in Europa

In un’altra lettera – che risale al mese di dicembre – vengono elencati i possibili obiettivi da colpire, “obiettivi che distruggeranno il mondo economico in Europa e diffonderanno l’orrore nei cuori dei nemici di Allah”, secondo le parole di un altro membro dell’Isis, Abu Taher Al-Tajiki.

Parole che risultano ancora più inquietanti se si considera che, alcuni giorni dopo la data riportata nella missiva, è stata rinvenuta una bandiera dell’Isis vicino ai binari della stazione di Berlino. Nello stesso luogo, sono stati danneggiati anche alcuni cavi aerei.

“Siamo i vostri soldati in Europa – si legge in uno dei documenti – vediamo quello che fanno i nemici di Allah ai nostri fratelli musulmani nella Casa dell’Islam, uccidendo, bombardando e distruggendo le case. Noi, comandante dei credenti, rispondiamo al tuo comando e ai tuoi ordini”.

Secondo i dati dell’Interpol, aggiornati al dicembre 2018, coloro che sono stati registrati nel database dell’organizzazione internazionale col sospetto di essere terroristi di ritorno sarebbero ben 45mila, provenienti da un centinaio di Paesi.





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