La Francia continua ad agitare i sonni dei libici di Tripoli. E adesso, dopo le accuse di questi giorni sulla mano di Emmanuel Macron dietro le operazioni di Khalifa Haftar, arrivano altre indiscrezioni su un possibile coinvolgimento delle forze francesi nella campagna avviata dal maresciallo libico su Tripoli. Secondo un tweet del Libya Observer, testata vicina al governo di Fayez al-Sarraj, che riporta quanto affermato dal canale televisivo Ahrar, la Francia “ha inviato esperti militari a Gharyan, con l’incarico di coordinare l’assalto a Tripoli”. Gharyan, uno dei primi obiettivi della marcia di Haftar su Tripoli, si trova a cento chilometri dalla capitale.
Non è un mistero che in Libia ci siano diversi sospetti sul possibile via libera da parte di Parigi per quanto concerne l’operazione del maresciallo della Cirenaica. E non è un caso che proprio domenica sia uscita l’indiscrezione della convocazione dell’ambasciatore francese in Libia da parte dello stesso premier del governo riconosciuto. Incontri confermati anche lunedì, come comunicato dalla stessa ambasciata francese in Libia, visto che l’ambasciatore, Beatrice Dulhan, ha incontrato il ministro dell’Interno libico, Fathi Bashaga,assicurando che “la Francia sostiene il Governo di accordo nazionale e non ha alcuna agenda segreta”.
Infine, sempre nelle prime ore della sera, Macron ha telefonato a Sarraj e, secondo il comunicato del governo libico, “il presidente francese ha respinto pienamente l’attacco nella capitale che minaccia la vita dei civili”, ribadendo “la necessità di fermare” le manovre militare. Il premier di Tripoli, invece, ha espresso il suo “disappunto” per “l’aggressione”.
Le indiscrezioni che provengono dal Paese nordafricano non vanno presa alla leggera. La Francia, in questi giorni, ha voluto ribadire la sua distanza dalla campagna di Haftar. Ma è del tutto evidente che senza il via libera dei suoi sponsor internazionali, il generale dell’Esercito nazionale libico non avrebbe mai potuto iniziare autonomamente un’operazione di tal genere che ha rovesciato i fragili equilibri dalla pace libica. Non sarà arrivato un ordine diretto da parte di Parigi: ma è davvero impossibile credere che Oltralpe non sapessero delle manovre del maresciallo, visto che la Francia di Macron è sempre stata sostanzialmente (pur se non formalmente) una sostenitrice dell’uomo forte della Cirenaica, tanto da invitarlo a Parigi insieme a Sarraj. I pozzi dell’est della Libia sono interesse della Total. Ed è chiaro che avere Haftar al proprio fianco equivale a prendersi una grossa fetta delle risorse libiche, oltre che un nuovo tassello nel mosaico nordafricano parigino.
Detto questo, ora per Parigi le cose non è detto che si stiano mettendo per il verso giusto. Perché un conto è avere un Haftar sotto controllo, un altro è pensare di avere in mano la situazione quando in realtà il generale agisce anche grazie al pieno sostegno dell’Arabia Saudita e degli Emirati e con il non troppo celato tacito placet della Russia. Anzi, paradossalmente il maresciallo potrebbe essere diventata una scheggia impazzita proprio gli stessi strateghi francesi, come sostenuto anche da Michela Mercuri ad Agenzia Nova, “Haftar aveva detto di volere la pacificazione della Libia e per questo era stato accolto con favore da alcune milizie di una parte dell’area di Tripoli. Se Haftar continuerà a spargere sangue perderebbe il consenso degli attori locali e la Francia rischia di perdere un alleato”. Alleato che di fatto risponde non più solo agli uffici sulla riva della Senna, ma anche al Cairo, a Riad e ad Abu Dhabi. Che ora possono prendere il sopravvento.
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