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Politica

Tutti i leader “usano” le armi: è inutile scandalizzarsi per una foto

La foto di Matteo Salvini che imbraccia un mitra ha suscitato polemiche. Inevitabili, dal momento che era impossibile credere che il leader della Lega e ministro dell’Interno non attirasse l’attenzione delle opposizioni e dell’opinione pubblica. Ma a volte la polemica...

La foto di Matteo Salvini che imbraccia un mitra ha suscitato polemiche. Inevitabili, dal momento che era impossibile credere che il leader della Lega e ministro dell’Interno non attirasse l’attenzione delle opposizioni e dell’opinione pubblica. Ma a volte la polemica diventa sterile. Perché se alcuni hanno criticato non la foto in sé ma il post, quello dello spin doctor Luca Morisiche ha “minacciato” l’opposizione, altre critiche su Salvini fotografato mentre imbraccia l’arma sono del tutto prive di fondamento. Perché è chiaro che molti vedano in questa immagine il simbolo di un nuovo sovranismo basato sull’utilizzo “facile” di un’arma. E molti l’hanno ricollegato anche alla legittima difesa e ad altre battaglie leghiste.

Ma che un rappresentante di un Paese si faccia fotografare mentre prende in mano un modello di arma (vecchio o nuovo) e che lo utilizzi, non è certamente una novità nella storia dell’uomo. Anzi, le immagini dimostrano proprio il contrario. Che spesso sono i grandi simboli del mondo liberale a essere stati immortalati con le armi. Armi che, piaccia o meno, rappresentano ancora oggi lo strumento di difesa di chi, tra forze armate e dell’ordine, tutela i nostri interessi. Inutile provare a negarlo.

Salvini non è che l’ultimo rappresentante politico di un club particolarmente variegato che vede non solo personaggi a dir poco eclettici come Rodrigo Duterte o altri leader militari e ribelli imbracciare pistole o fucili. Non c’era solo Vladimir Putin o altri capi di Stato e governo mal visti dalla maggior parte del mondo mainstream. Ad imbracciare armi e farsi fotografare con esse sono state (e sono) anche figure illustri che rappresentano ancora oggi i capisaldi della mondo liberale dell’Occidente. Lo ha fatto la regina Elisabetta II nel 1993, quando venne fotografata mentre testava un fucile d’assalto, l’Enfield Sa80, in un poligono del Surrey. Ventisei anni fa, il mondo non si scandalizzava. E continua a non farlo pensando alla regina Elisabetta che, quale capo della monarchia britannica, ha anche il compito (non banale) di dichiarare guerra. E le forze armate fanno parte del sistema di difesa, piaccia o meno.

Per rimanere sempre nel Regno Unito, cinquant’anni prima era stato un altro mito del mondo liberal, il primo ministro Winston Churchill, a essere immortalato nel 1941 al Poligono di Shoeburyness mentre provava un mitra Sten, arma progettata nel 1940 e usata dall’esercito di Sua Maestà nella Seconda guerra mondiale. Erano altri tempi, si dirà, e Churchill era stato un ufficiale dell’esercito britannico. Ma anche il quel caso il primo ministro fu invitato a testare un’arma, a imbracciarla, a provare con le sue mani uno strumento di morte, certo, ma anche uno strumento che il suo esercito doveva usare per far fronte al nemico.

Esempi finiti? No. Perché nel mondo occidentale, i leader e i rappresentanti politici devono, per forza di cosa, fare i conti con questa realtà. Che può non piacere ai benpensanti, di solito avvezzi a credere a un mondo totalmente avulso dai fatti, dove le guerre non si fanno e dove la polizia non usa armi, ma che esiste. E che i rappresentanti politici non possono dimenticare.

Un esempio fra i grandi leader del mondo libero è il presidente degli Stati Uniti, John F. Kennedy, che venne fotografato nello Studio Ovale mentre imbracciava un fucile Ar-15 insieme al generale Chester Clifton. Nella foto si può vedere un presidente Usa soddisfatto nell’osservare uno dei fucili semiautomatici più importanti dell’industria bellica americana. E anche l’uomo ritenuto un simbolo della pace nel mondo non poteva esimersi dal fare i conti con le armi.

E infine, l’occhio non può che andare a Parigi. Perché uno di questi leader con le armi in mano è proprio quell’Emmanuel Macron tanto amato da una certa stampa che invece ha criticato (e non poco) l’immagine di Salvini. In quel caso, il presidente francese era stato immortalato con una vista arma anti-drone in mano nel campo di Mourmelon. Qualcuno si è scandalizzato? Altri hanno urlato alla deriva estremista della Francia? No, tutto normale. Perché normale lo è. Anche se a molti sembra sfuggire.





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