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Guerra

Hezbollah si ritira dalla Siria? L’annuncio di Nasrallah che cambia la guerra

É in corso in queste ore il ritiro di truppe di Hezbollah dalla Siria. L’organizzazione sta riducendo il numero dei soldati di stanza nel Paese e ricollocando le forze rimaste. “Ormai non è più necessario che il numero dei combattenti...

É in corso in queste ore il ritiro di truppe di Hezbollah dalla Siria. L’organizzazione sta riducendo il numero dei soldati di stanza nel Paese e ricollocando le forze rimaste.

“Ormai non è più necessario che il numero dei combattenti rimanga lo stesso”, ha dichiarato il leader dell’organizzazione libanese, Hassan Nasrallah. “Abbiamo ridotto le forze dopo aver riconsiderato le esigenze della situazione attuale”.

Già prima dell’annuncio ufficiale i soldati di Hezbollah erano stati avvistati mentre trasferivano le loro attrezzature da un luogo all’altro della Siria. Da giorni, infatti, l’organizzazione starebbe ricollocando le sue truppe nel distretto di Qalamun, nel governatorato del Rif di Damasco, che si trova a nord-est della capitale, al confine con il Libano. Qui, le truppe di Hezbollah avrebbero preso possesso di un edificio residenziale nei pressi della moschea di Al-Qa’aa, nella città di Yabroud, stabilendo il quartier generale nelle aree di Al Karb e Al Mashfa.

Una decisione che – secondo quanto riferito da Nasrallah – dipenderebbe principalmente dal fatto che il governo siriano si è “ripreso molto bene e non ha più bisogno” del supporto di Hezbollah.

I vantaggi in Siria

Hezbollah è entrato nel conflitto siriano nel 2012, schierandosi al fianco del presidente Bashar Al Assad con il quale condivide la fede sciita e il sostegno dell’Iran. L’intervento dell’organizzazione si è rivelato uno dei fattori chiave che hanno contributo alla vittoria del governo siriano nel conflitto civile.

I sette anni di guerra hanno giovato anche a Hezbollah, che ha ottenuto numerosi vantaggi dalla sua partecipazione al conflitto siriano: anzitutto, una maggiore esperienza sul campo ed un  miglioramento tecnico del personale e degli apparati militari.

Grazie al conflitto siriano, Hezbollah ha fatto esperienza della guerra urbana, di combattimenti all’interno dei territori nemici, del coordinamento con altri gruppi, incluso l’esercito siriano. Le sue armi sono aumentate in maniera esponenziale in termini di quantità e qualità, e ora includono anche missili guidati, droni, missili balistici a corto raggio e missili anticarro.

Inoltre, prendendo parte al conflitto siriano, Hezbollah si è garantita una presenza sia in Iraq che in Yemen. Tra il 2014 e il 2018 almeno 500 militari specializzati sarebbero stati mandati in Iraq per addestrare le Forze di mobilitazione popolare nella guerra contro lo Stato islamico; la stessa cosa sarebbe avvenuta con i ribelli Houthi in Yemen.

Un attore regionale

La leadership di Hezbollah ha acquisito maggior prestigio anche perché ha saputo mediare tra fazioni sciite e, soprattutto, stabilire relazioni dirette con la Russia, sia a livello operativo che politico. In altre parole, grazie al conflitto siriano Hezbollah è passato dall’essere un’organizzazione libanese a un vero e proprio attore regionale.

Il rafforzamento di Hezbollah nella regione ha messo in allarme Israele, che già da tempo monitora la crescente influenza iraniana in Siria. Le tensioni tra le due parti sono culminate in una guerra di parole.

Venerdì scorso, oltre ad annunciare il ritiro parziale delle sue truppe in Siria, Nasrallah ha anche lanciato un avvertimento allo Stato ebraico, dichiarando che alcuni territori chiave israeliani che si affacciano sul mar Mediterraneo – compresa Tel Aviv – sarebbero “nel raggio dei missili” dell’organizzazione. Il leader di Hezbollah ha messo in chiaro che ora l’organizzazione sarebbe in grado di “bombardare Israele con forza e ferocia”. Un messaggio cui Israele ha immediatamente reagito, promettendo “gravi ripercussioni” nel caso un qualsiasi attacco dovesse raggiungere il suo territorio nazionale.





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