Skip to content
Società

L’informazione a Cuba

L'informazione a Cuba passa infatti attraverso tre canali tv e due giornali. Il quotidiano Granma è l'unico dell'isola insieme a Juventud Rebelde, dedicato ai lettori più giovani. Fino a poco prima della sua morte, Fidel Castro teneva una rubrica su Granma, molto letta e citata. Il capo della redazione internazionale di Granma, Sergio Gomez Gallo, è convinto che la morte di Fidel cambierà ben poco nell'economia e nella politica di Cuba, anche perchè il Lider non aveva ruoli ufficiali nel governo già dal 2006. Suo fratello Raul è giudicato più disponibile all'apertura e meno intransigente, anche se ora molti lettori temono che possa prendere decisioni sbagliate senza i consigli del fratello maggiore. La redattrice di Juventud Rebelde Ysell Rodriguez Milan è invece preoccupata per l'elezione di Donald Trump, un sentimento comune fra i cubani. Entrambi i giornalisti parlano fieramente delle proprie pubblicazioni e non sembrano preoccupati che l'assenza di altri quotidiani non filo-governativi possa essere un problema per i cittadini, dato che secondo loro i lettori hanno già tutte le informazioni necessarie all'interno dei due quotidiani nazionali. Internet però comincia a essere sempre più diffuso e non è un caso che di pari passo aumentino anche i tentativi di lasciare l'isola: chi riesce a scoprire come si vive in Occidente, con libertà di pensiero e senza carestie, è disposto a mettere a rischio la propria vita in una barca traballante nell'oceano pur di tentare la fortuna altrove. Reportage di Andrea Indiano
L’informazione a Cuba passa infatti attraverso tre canali tv e due giornali. Il quotidiano Granma è l’unico dell’isola insieme a Juventud Rebelde, dedicato ai lettori più giovani. Fino a poco prima della sua morte, Fidel Castro teneva una rubrica su Granma, molto letta e citata. Il capo della redazione internazionale di Granma, Sergio Gomez Gallo, è convinto che la morte di Fidel cambierà ben poco nell’economia e nella politica di Cuba, anche perchè il Lider non aveva ruoli ufficiali nel governo già dal 2006. Suo fratello Raul è giudicato più disponibile all’apertura e meno intransigente, anche se ora molti lettori temono che possa prendere decisioni sbagliate senza i consigli del fratello maggiore. La redattrice di Juventud Rebelde Ysell Rodriguez Milan è invece preoccupata per l’elezione di Donald Trump, un sentimento comune fra i cubani. Entrambi i giornalisti parlano fieramente delle proprie pubblicazioni e non sembrano preoccupati che l’assenza di altri quotidiani non filo-governativi possa essere un problema per i cittadini, dato che secondo loro i lettori hanno già tutte le informazioni necessarie all’interno dei due quotidiani nazionali. Internet però comincia a essere sempre più diffuso e non è un caso che di pari passo aumentino anche i tentativi di lasciare l’isola: chi riesce a scoprire come si vive in Occidente, con libertà di pensiero e senza carestie, è disposto a mettere a rischio la propria vita in una barca traballante nell’oceano pur di tentare la fortuna altrove. Reportage di Andrea Indiano

 

Tassonomie

Lascia un commento

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto

Perché abbonarsi

Sostieni il giornalismo indipendente

Questo giornale rimarrò libero e accessibile a tutti. Abbonandoti lo sostieni.