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Terrorismo

Inferno di sabbia

Un dedalo di tende e stamberghe improvvisate si spalanca a vista d'occhio. E compaiono questi fuggiaschi. Sono pescatori e allevatori Boudouma e Kanembou, scappati a bordo di piroghe dalle isole che punteggiano il Lago Ciad, quando gli jihadisti di Boko Haram sono arrivati a compiere saccheggi, stupri, razzie e arruolamenti coatti. Il Lago Ciad è divenuto una roccaforte africana del Califfato di Al Baghdadi. La branca africana dell'Isis ha fatto di questa terra vessata dalla desertificazione un campo di battaglia: qua gli orrori non vengono divulgati attraverso il web, ma sono veicolati dalla pelle, dalle parole e dagli incubi delle genti. 

Un dedalo di tende e stamberghe improvvisate si spalanca a vista d’occhio. E compaiono questi fuggiaschi. Sono pescatori e allevatori Boudouma e Kanembou, scappati a bordo di piroghe dalle isole che punteggiano il Lago Ciad, quando gli jihadisti di Boko Haram sono arrivati a compiere saccheggi, stupri, razzie e arruolamenti coatti. Il Lago Ciad è divenuto una roccaforte africana del Califfato di Al Baghdadi. La branca africana dell’Isis ha fatto di questa terra vessata dalla desertificazione un campo di battaglia: qua gli orrori non vengono divulgati attraverso il web, ma sono veicolati dalla pelle, dalle parole e dagli incubi delle genti. 

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