Kothen, una cittadina di trentamila abitanti della Sassionia: è qui che va in scena una situazione che può essere ragionevolmente considerata come emblematica per tutta la Germania. Diverse manifestazioni contro i migranti, nate non da sentimenti di odio verso chi non è tedesco ma da semplici preoccupazioni per la proprio incolumità: “Troppi morti per mano dei migranti”, urlano quasi in coro i cittadini di Kothen ad Eugenia Fiore, che nel settembre 2018 ha realizzato un documentario proprio in questa località.
C’è chi piange figli uccisi da alcuni migranti, chi è preoccupato perché di sera non è più possibile girare da soli, chi lamenta violenze e rapine: una situazione quindi che, sotto il profilo dell’ordine pubblico, sta creando imbarazzi e preoccupazioni. Kothen come Chemnitz, l’altra località tedesca simbolo dell’insofferenza procurata dai problemi causati dai migranti: qui, dopo l’accoltellamento di un giovane ad opera di un richiedente asilo, per settimane si sono susseguite le manifestazioni di chi adesso chiede più sicurezza. Il reportage di Eugenia Fiore è un vero e proprio viaggio nella Germania che assomiglia, sotto il profilo dell’immigrazione, ad una vera e propria polveriera.
Questo reportage è composto da 2 parti
“Troppi morti per mano dei migranti”I tedeschi si ribellano alla Merkel
Kothen – “L’hanno massacrato di botte e poi dicono che è morto per un attacco di cuore?”. Alex è nato e vive a Kothen, città di circa 30mila abitanti della Sassonia-Anhalt. È sceso in piazza per protestare contro la morte...
“Mio figlio ucciso da un migrante Ma la procura ha nascosto tutto”
(Kothen) “Sto lottando per avere giustizia. È questa l’unica cosa che mi tiene ancora in vita”. Mentre ci parla, Karsten Hempel ha due occhi che esplodono di rabbia e dolore. Fanno venire i brividi. Questo uomo sulla sessantina dal modo...
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