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Politica

L’Iran lancia importanti esercitazioni miliari nel Golfo persico

È lo stesso capo della marina militare iraniana, Hossein Khanzadi, a dare in una conferenza stampa la comunicazione ufficiale: a partire dalla giornata di giovedì prendono il via le esercitazioni navali ordinate su vasta scala da Teheran. Quattro fasi in...

È lo stesso capo della marina militare iraniana, Hossein Khanzadi, a dare in una conferenza stampa la comunicazione ufficiale: a partire dalla giornata di giovedì prendono il via le esercitazioni navali ordinate su vasta scala da Teheran. Quattro fasi in cui, nei prossimi giorni, la marina del paese degli Ayatollah ha intenzione di testare le proprie capacità difensive e la propria velocità di risposta ad eventuali attacchi. Le esercitazioni hanno luogo nel cuore del Golfo Persico e non mancano di generare ovviamente tensioni in un’area dove anche una singola mossa può generare escalation.

I luoghi delle esercitazioni 

Le manovre, come detto, hanno origine nel cuore del Golfo. In particolare, secondo quanto rivelato dagli stessi vertici della marina a Teheran, esse sono cominciate da un porto posto a 2 km dallo stretto di Hormuz. Si tratta di un’area strategica, da cui passa circa il 20% del commercio marittimo mondiale. Ma anche a livello militare, per l’Iran il potenziamento del controllo su questa area è importante e non è un caso che le esercitazioni iniziano proprio da qui. Il tempo stimato delle manovre poste in essere dai mezzi della marina iraniana è complessivamente di una settimana. In questi otto giorni di esercitazioni, l’Iran dovrebbe estendere il proprio raggio d’azione anche nel mar Arabico e nell’oceano indiano. Come riportato da AgenziaNova, le esercitazioni iraniane sono divise in quattro fasi: la prima riguarda la simulazione di combattimento navale, poi è la volta di una simulazione di uno sbarco anfibio, successivamente si valuta l’operatività in caso di contrasto ad uno sbarco anfibio ed infine la valutazione della potenza di fuoco. 





Le esercitazioni arrivano al culmine di un progressivo sviluppo dei mezzi della marina iraniana, frutto di importanti investimenti nel settore effettuati negli ultimi cinque anni da Teheran. Come specificato dai vertici militari del paese mediorientale, le esercitazioni in questo momento dell’anno sono programmate già da mesi: nessun collegamento quindi ad una possibile escalation riguardante i burrascosi rapporti con Stati Uniti ed Israele. 

Lo “stato di salute” della marina iraniana

Come detto, l’Iran da anni sta rilanciando copiosi e corposi investimenti nel settore della marina militare. Nei giorni scorsi nella cittadina portuale di Bandar Lengeh, si è svolta la cerimonia di consegna del sottomarino Fateh. Si tratta di un vanto per le industrie militari iraniane, visto che il mezzo è interamente progettato e costruito nel paese. Inoltre, il Fateh è il primo sottomarino a medie dimensioni ultimato in Iran e c’è curiosità da più parti per vederlo in azione e capire il livello di progresso tecnologico compiuto dalla marina iraniana. Secondo le autorità di Teheran, il Fateh è dotato della tecnologia AIP la quale consente al sottomarino non nucleare di operare senza l’utilizzo dell’aria esterna. “Mentre per il reattore di un sottomarino nucleare si deve pompare continuamente liquido di raffreddamento – si legge su IlGiornale.it – generando una certa quantità di rumore rilevabile, i battelli non nucleari alimentati a batteria con sistema AIP navigherebbero in silenzio”. 

Ma oltre a questo sottomarino, la marina iraniana pensa allo sviluppo di altri esemplari e di altri mezzi attualmente in costruzione nei propri cantieri navali. A causa degli embarghi, la difesa iraniana è costretta giocoforza a produrre da sé i propri mezzi e le proprie attrezzature militari. Una circostanza però, che rende Teheran anche più indipendente ed in grado di sviluppare gli arsenali rivelando meno informazioni possibili. Da qui anche la curiosità di vedere all’opera i mezzi nelle nuove esercitazioni della marina e di capire lo sviluppo tecnologico operato dall’Iran in questi anni. 

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