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Politica

Bin Salman vola in Cina: sul piatto gli accordi economici con Xi

Cresce l’attesa per l’incontro tra Xi Jinping e Mohammed bin Salman. Il principe ereditario dell’Arabia Saudita visiterà la Cina dove incontrerà il suo omologo cinese e il vicepremier Han Zheng. Ad annunciarlo il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Geng...

Cresce l’attesa per l’incontro tra Xi Jinping e Mohammed bin Salman. Il principe ereditario dell’Arabia Saudita visiterà la Cina dove incontrerà il suo omologo cinese e il vicepremier Han Zheng. Ad annunciarlo il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Geng Shuang. Ma cosa nasconde il viaggio di bin Salman in Asia? Due sono gli obiettivi del già vice primo ministro e ministro della Difesa del Regno Saudita: rafforzare i rapporti diplomatici con i Paesi asiatici, ma soprattutto firmare convenienti accordi economici.

Il viaggio di Bin Salman in Asia

Bin Salman toccherà diversi Stati, tra cui Pakistan, Malaysia, Indonesia, India e Cina. Il principe sarà a Pechino per due giorni, i prossimi 21 e 22 febbraio. Nell’occasione sarà ricevuto da Xi Jinping in persona. Sul tavolo ci saranno diversi argomenti. Il Dragone, negli ultimi anni, ha infatti intensificato il partenariato strategico con l’Arabia Saudita, la fiducia è cresciuta ed entrambi gli Stati hanno raggiunti risultati importanti. I settori chiave sono quelli energetico, delle infrastrutture, spaziale e satellitare. Mentre la Cina offre le sue conoscenze in materie tecnologiche e la sua capacità di inglobare nuovi partner nel progetto della Nuova via della Seta, gli altri Stati ricambiano come possono. Nel caso dell’Arabia Saudita, Riad mette sul piatto petrolio e fonti energetiche.





Rafforzare la relazione tra Pechino e Riad

Pechino sottolinea sempre la natura del rapporto che instaura con gli altri paesi, un rapporto win to win, dove tutti ci guadagnano e nessuno viene assoggettato alla Cina. La realtà è ben diversa, visto che molti stati sono rimasti intrappolati dal debito con il Dragone. L’Arabia Saudita al momento non corre questo rischio, anche se bin Salman dovrà essere bravo a restare esattamente in mezzo a Trump e Xi Jinping. L’esponente arabo, oltre a “promuovere un maggiore sviluppo delle relazioni sino-saudite e approfondire la cooperazione sull’iniziativa Belt and Road”, firmerà anche alcuni documenti economici. Il più importante è un pacchetto d’investimenti con il Pakistan che interessa anche alla Cina. Già, perché in ballo c’è la costruzione di un complesso di raffinazione del petrolio dal valore di 10 miliardi di dollari. L’ubicazione del sito è il porto di Gwadar, da tempo in mani cinesi e sbocco strategico del Corrodio Economico Cina-Pakistan.

Arabia Saudita 2030 e Nuova via della Seta

In ballo, dunque, ci sono progetti giganteschi. Xi Jinping aveva già incontrato bin Salman a margine del G20 dello scorso dicembre in Argentina. Nell’occasione la Cina aveva sostenuto l’Arabia Saudita nel suo piano di riforme economiche e sociali, tralasciando la vicenda Khashoggi. Pechino punta a interagire la sua Nuova via della Seta con Riyad, scambiando infrastrutture con petrolio. Ma il Dragone potrebbe aiutare l’Arabia Saudita anche nel piano Arabia Saudita 2030. L’idea del paese del Golfo è quello di diversificare la propria economia, staccandola dal petrolio. Come fare? La risposta, o almeno qualche idea, potrebbe arrivare dalla Cina. Che sarebbe ben lieta di offrire una sorta di integrazione del progetto saudita con la Belt and Road Initiative.

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