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Politica

La latitanza boliviana di Battisti: ecco tutte le tappe del terrorista

La latitanza di Cesare Battisti si è conclusa nella metropoli boliviana di Santa Cruz de la Sierra, la più popolosa città del Paese andino, ultima tappa di una disperata fuga. I magistrati che si sono occupati delle indagini hanno spiegato...

La latitanza di Cesare Battisti si è conclusa nella metropoli boliviana di Santa Cruz de la Sierra, la più popolosa città del Paese andino, ultima tappa di una disperata fuga. I magistrati che si sono occupati delle indagini hanno spiegato che per individuare il latitante è stata utilizzata una tecnologia avanzata ed estremamente sofisticata che ha permesso di seguire la scia internet. Di vitale importanza per individuare il fuggiasco è stato l’Imei, il codice che rende un telefonino localizzabile ovunque, anche cambiando scheda Sim.

Come illustrato da Gabriele Mori, ricercatore di Itstime/Università Cattolica ed esperto in tecnologie e sicurezza: “L’Imei (International Mobile Station Equipment Identity) è un codice numerico univoco che identifica un dispositivo mobile; è svincolato dall’identificativo della Sim, pertanto anche laddove l’utente con in possesso un dato dispositivo cambiasse scheda Sim, il cellulare sarebbe comunque rintracciabile tramite Imei”.





Dunque, tramite le tracce lasciate dal cellulare di Battisti è stato possibile ricostruire tutte le tappe dei due mesi di latitanza che lo hanno portato da subito in Bolivia, per poi fare un breve rientro in Brasile e ripartire alla volta del Paese andino, cambiando però tragitto.

Battisti si era orientato da subito verso la Bolivia nella speranza di trovare protezione da parte di uno dei pochi governi di sinistra rimasti in America Latina. La metropoli di Santa Cruz de la Sierra sembrava il luogo ideale, con le sue quattro grandi circonvallazioni e i suoi due milioni di abitanti e infatti Battisti vi si recava già a novembre, all’inizio della fuga, ma andiamo con ordine:

A inizio novembre 2018 Battisti sparisce dalla sua residenza brasiliana di Cananeia lasciando la sua auto a casa e secondo alcune fonti locali si sarebbe diretto verso Corumbà da dove è poi entrato in Bolivia.

A quel punto le sue tracce si perdono fino al 16 novembre quando compare presso il residence “Casona Azul” alla periferia est di Santa Cruz de la Sierra, accompagnato in auto da un “amico” boliviano che affitta una stanza per poi lasciarla al latitante Battisti resta lì fino al 5 dicembre, quando lascia la stanza dicendo che sarebbe tornato a gennaio e si allontana a bordo della stessa auto che lo aveva portato, ma accompagnato da un altro soggetto.

Tra il 5 e il 15 dicembre Battisti viene segnalato a San Paolo del Brasile ed è da lì che si imbarca su un volo interno con destinazione Sinop, città di 113mila abitanti nel Mato Grosso e da lì si sposta quasi subito in auto 150km a sud raggiungendo Lucas do Rio Verde e il 16 dicembre compare a Caceres, ultimo grande centro abitato in territorio brasiliano prima del confine. Il giorno successivo Battisti è già in territorio boliviano, a San Matias dove entra illegalmente.

A quel punto si perdono le tracce di Battisti anche se il ministro dell’Interno boliviano, Carlos Romero, ha dichiarato che la Conare (Commissione nazionale per i rifugiati) ha ricevuto la richiesta di asilo di Battisti il 21 dicembre (poi respinta cinque giorni dopo). Ciò lascia presumere che Battisti sia giunto a La Paz (dove dovrebbe aver presentato la richiesta) nei giorni immediatamente successivi al suo ingresso in Bolivia. Tra il 5 e il 7 gennaio 2019 il cellulare di Battisti viene individuato ancora nella capitale boliviana, precisamente nella zona di plaza 21 Diciembre, nei pressi dell’aeroporto.

Cinque giorni più tardi, il 12 gennaio, Battisti viene individuato nuovamente a Santa Cruz de la Sierra, dove a novembre era iniziata la “fase boliviana” della sua latitanza e precisamente nel barrio di Ubarì, meno di 2 km a sud di quel residence dove aveva soggiornato a cavallo tra novembre e dicembre.

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