La nave da assalto anfibio americana USS Fort McHenry (Lsd 43) è entrata nel Mar Nero col suo carico di Marines appartenenti al 22esimo Marine Expeditionary Unit (Meu) ed in questo momento si trova in Romania, presso il porto di Costanza, sotto osservazione da parte della Marina Russa.
La Fort McHenry è transitata per i Dardanelli nel corso della giornata di domenica 6 gennaio e al suo ingresso nel Mar Nero è stata ingaggiata dalla fregata russa Pytlivy della classe Krivak II (Projekt 1135M per la Russia). La fregata fa parte di un progetto di unità navali pesantemente armate e pensate principalmente per gli scenari ASuW (Anti Surface Warfare) sebbene siano dotate di un sonar a profondità variabile e altre dotazioni antisom.
Il sostegno Usa agli alleati
Secondo quanto riporta il comunicato ufficiale della Sesta Flotta dell’Us Navy, la nave da assalto anfibio è destinata a compiere un ciclo di operazioni nel Mar Nero per “riaffermare la nostra determinazione collettiva per la sicurezza del Mar Nero e migliorare le nostre forti relazioni con gli alleati e partner della Nato nell’area”.
Il vice ammiraglio comandante della Sesta Flotta Lisa Franchetti ha tenuto a sottolineare che “le nostre operazioni nel Mar Nero dimostrano anche l’intrinseca flessibilità e capacità delle forze della Sesta Flotta”.
La Fort McHenry fa parte di un corpo di spedizione anfibio attualmente dispiegato nell’area di operazioni della Sesta Flotta che comprende anche la nave da assalto tipo Lhd (Landing Helicopter Dock) USS Kearsarge – classe Wasp – la Lpd (Landing Platform Dock) USS Arlington – classe San Antonio – a cui sono stati assegnati elementi del 22esimo Meu dei Marines originariamente di stanza a Camp Lejeune (North Carolina).
Nel corso dell’anno passato diverse unità navali americane sono entrate nel Mar Nero per sostenere gli alleati della Nato e soprattutto per ribadire il diritto alla libera navigazione dei mari. In accordo con la Convezione di Montreux, che regola e limita il numero di unità militari in transito lungo gli stretti turchi del Bosforo e dei Dardanelli, navi anfibie e cacciatorpediniere Usa hanno effettuato missioni di pattugliamento nel Mar Nero in diverse occasioni, anche trasportando distaccamenti dei Marines come in quest’ultimo caso.
La missione della Fort McHenry, però, è la prima di un’unità battente bandiera a stelle e strisce da quando è avvenuto l’incidente nello Stretto di Kerch, che ha esacerbato le tensioni nell’area più di quanto già non lo fossero causando il dispiegamento di truppe e mezzi corazzati lungo i confini russo ucraini.
Previste esercitazioni congiunte
Sebbene la Us Navy non abbia ancora annunciato ufficialmente l’eventualità di effettuare esercitazioni congiunte con la Marina Rumena, fonti russe hanno riferito che al termine della visita ufficiale presso il porto di Costanza, che durerà sino al 10 gennaio, l’unità navale Usa verrà affiancata dalla fregata Regele Ferdinand (ex HMS Coventry presso la Royal Navy) per effettuare manovre congiunte nelle acque territoriali della Romania.
“I marinai e i Marines della Fort McHenry hanno una grande opportunità di visitare una città storica” sono state le laconiche parole del comandante Steve Schmidt, ufficiale in comando della nave anfibia “Siamo al fianco dei nostri alleati rumeni e degli altri nostri partner per mantenere la sicurezza e prosperità della regione. Relazioni forti sono il fondamento della pace e della prosperità”.
Orientativamente la marina rumena potrebbe fornire il supporto di scorta ad una simulazione di assalto anfibio effettuata con i mezzi da sbarco a bordo della Fort McHenry, e l’esercitazione potrebbe anche vedere coinvolta l’aviazione a simulare copertura aerea. Sono però pure speculazioni che deduciamo solamente dall’attuale livello di tensione e dal bisogno di effettuare una dimostrazione di forza per dare alla Russia un messaggio incisivo che però non generi un ulteriore deterioramento della situazione.
L’invio di una sola nave anfibia, infatti, non è di per sè un segnale forte come sarebbe quello dell’invio un cacciatorpediniere diretto verso la Crimea o verso la parte orientale del Mar Nero, come già successo nel recente passato e come succedeva spesso durante gli anni della Guerra Fredda, quando, in più di una occasione, unità navali americane sono anche state “speronate” da navi militari sovietiche.
La reazione del Cremlino per il momento si è limitata solamente all’invio della fregata Pytlivy e nessun comunicato ufficiale di biasimo o di condanna è stato ancora diramato. Nei prossimi giorni sarà interessante vedere la reazione della Russia quando saranno effettuate le esercitazioni congiunte ed in particolare se invierà altro naviglio di supporto alla fregata e soprattutto se farà alzare in volo i propri cacciabombardieri.
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