Skip to content
Politica

“Il Libano stia con l’Occidente Hezbollah abbandoni le armi”

(Beirut) Il Libano è da sempre uno dei paesi più complessi del Medio Oriente per multiculturalità per la sua posizione geografica che lo rende da più di cinquant’anni un fragile protagonista della storia mediorientale. Ne abbiamo parlato con il generale...

(Beirut) Il Libano è da sempre uno dei paesi più complessi del Medio Oriente per multiculturalità per la sua posizione geografica che lo rende da più di cinquant’anni un fragile protagonista della storia mediorientale. Ne abbiamo parlato con il generale Maroun Hitti, consigliere del primo ministro Hariri per la difesa e sicurezza. Hitti è uno dei generali libanesi con maggiore esperienza.

Quali problemi sta affrontando il Libano?





Ultimamente vi sono problemi nel formare il nuovo governo per colpa del braccio di ferro tra l’Iran, rappresentato in Libano da Hezbollah e l’Occidente. Questa situazione sta allungando di molto i tempi di formazione del nuovo governo libanese. In generale, il problema maggiore è che il Paese e il suo esercito, non hanno l’esclusività dell’uso della forza, cosa che è fondamentale per qualunque nazione. Questa situazione non si è mai risolta dalla fine della guerra civile. La comunità internazionale aveva decretato che nessuna forza dovesse possedere armi, se non il governo. Molti Paesi oggi ci chiedono di disarmare Hezbollah, ma sono proprio loro che hanno sempre chiuso gli occhi e non hanno mai fatto pressioni internazionali sull’Iran per farlo. Implicitamente l’ovest ha appoggiato Hezbollah per un certo periodo, fin quando non ha incominciato a creargli problemi. Non è una situazione che può risolvere il Libano, per esempio ogni volta che Israele attacca Hezbollah, l’organizzazione diventa sempre più forte. Non si può fare una nuova guerra civile in Libano. L’unico modo per disarmarla è che la politica internazionale faccia pressione sull’Iran perché questo avvenga.

Cosa pensa dell’uscita del governo americano dall’accordo con l’Iran sul nucleare?

Spero che gli americani vadano fino in fondo e siano perseveranti e che non vi siano cambiamenti dell’opinione pubblica. Se io fossi americano farei delle pressioni sull’Iran, non per fare una guerra con loro che non servirebbe a nulla. Ma semplicemente per fare pressione economica perché non si intromettano più negli affari dei Paesi vicini. Non per chiedere un cambio di regime, affare che non ci riguarda, ma solamente perché smettano di influenzare il Libano. I membri di Hezbollah  sono comunque libanesi anch’essi e sta noi libanesi trovare un accordo senza essere sottoposti al tentativo di esportare la Repubblica islamica iraniana e il suo concetto di Velaya e Faqui qui.

Non ci sono anche pressioni saudite?

L’Arabia Saudita non ha milizie in Libano, la sua influenza nel Paese è diversa. Senza difenderla per forza, ma l’Arabia Saudita, il Kuwait e gli Emirati, hanno costruito quasi tutte le infrastrutture libanesi. La comunità internazionale, invece di capire questo, sotto il pretesto della stabilità e sicurezza, per anni ha messo il Libano sotto il controllo della Siria e indirettamente dell’Iran. Il risultato non è stato l’aumento della sicurezza, anzi sono aumentati i rapimenti, gli omicidi politici e la corruzione, sono diminuiti i diritti umani, vi è stata una fuga dei capitali finanziari e umani e sono aumentati gli scontri con Israele. Certo le influenze esterne sono normali in un Paese piccolo come il Libano. Ma alcune sono di Paesi amici e altre sono di Paesi che ci creano grandi problemi. Noi però vogliano essere integrati con il sistema occidentale.

strip_articolo_occhi

La politica di Trump sul nucleare iraniano non ha avvicinato l’Arabia Saudita a Israele?

Per quasi tutti gli arabi e soprattutto per quelli islamici, la questione palestinese è dolorosa. Il fatto stesso di accettare Israele come entità esterna che non esisteva più da quando l’imperatore romano Tito aveva invaso la regione, è una sconfitta. L’America e i Paesi europei non hanno aiutato su questo fronte, pur essendo nostri storici amici. Se Israele non fosse un’entità sionista, ma fosse un Paese davvero laico, senza alcuna differenza religiosa, lo accetteremmo. Arrivo anche a dire che la maggioranza degli israeliani vorrebbero una nazione laica, ma una piccola parte di sionisti blocca tutto. Se non si capisce questo, Israele finirà per essere sempre più isolata. Bisogna integrare i palestinesi in Israele, non capirlo è da miopi. Gli americani devono fare pressione perché Netanyahu cambi le sue politiche. Non abbiamo problemi esistenziali con Israele a patto che integri i palestinesi. Non vogliamo gettare in mare gli israeliani.

Cosa pensa della situazione siriana?

Che non dare ai siriani il diritto di essere liberi nel lungo termine sarà un disastro.

Il Libano ha una forte presenza di soldati delle Nazioni Unite alla frontiera con Israele…

L’applicazione della risoluzione 1701 del 2006 non è garantita fino in fondo. Essa prevedeva che nessuno potesse usare il Libano come piattaforma per lanciare missili in Israele. Dire questo non è difendere Israele. Se si deve fare la guerra a uno Stato qualunque è il governo nazionale che lo deve decidere. Non l’Iran o un partito politico. Chi sostiene che ciò avvenga perché il Libano non si è mai difeso contro Israele dice poi assolutamente il falso.  Ci sono decine di esempi che smentiscono questo, per esempio nel 1972 gli israeliani in quindici giorni non erano avanzati per più di due chilometri nel paese. Di solito si racconta che è stata la comunità internazionale a far uscire gli israeliani dal Libano, ma non si racconta mai la resistenza dei libanesi.

Eni, insieme a Total, incominceranno presto le prime trivellazioni per scoprire se, come risulta da molti studi, vi siano giacimenti di gas nelle acque territoriali libanesi. La Marina militare ha forze adeguate al lavoro che dovrà svolgere nei prossimi anni per garantire la sicurezza delle acque territoriali?

La Marina militare libanese oggi non è nelle condizioni di funzionare bene. Con i sauditi avevamo fatto un piano per creare una marina nazionale in condizione di proteggere le acque territoriali libanesi e la ricerca e sfruttamento del gas. I sauditi hanno poi deviato i finanziamenti su altri progetti, facendo secondo me un errore. Oggi stiamo tentando di rilanciare il piano trovando nuovi finanziatori tra i nostri alleati. Questo farebbe diminuire le spese economiche che la comunità internazionale affronta per mantenere la sicurezza nel paese, visto che la marina libanese non ci riesce ancora. Soprattutto dato che il gas è un tesoro nazionale che ci potrebbe aiutare a superare la crisi del debito. I libanesi sanno come fare soldi, sono da sempre bravi in questo. Basterebbe un po’ meno di corruzione e più attenzione al bene del Paese.

Abbonati e diventa uno di noi

Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Lascia un commento

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto

Perché abbonarsi

Sostieni il giornalismo indipendente

Questo giornale rimarrò libero e accessibile a tutti. Abbonandoti lo sostieni.