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Politica

Migranti, quando Obama inviava le guardie al confine

Che sia l’Italia o gli Stati Uniti, quando si parla di un tema complesso come quello dell’immigrazione i liberal-progressisti tendono a confondere volutamente il piano etico/morale da quello politico per dare lezioni di umanità agli avversari. L’ultimo caso riguarda il...

Che sia l’Italia o gli Stati Uniti, quando si parla di un tema complesso come quello dell’immigrazione i liberal-progressisti tendono a confondere volutamente il piano etico/morale da quello politico per dare lezioni di umanità agli avversari. L’ultimo caso riguarda il presidente Donald Trump, che ha deciso di inviare, come riporta il Wall Street Journal, 5200 soldati Usa al confine col Messico – oltre ai 2.100 già presenti – per fermare la carovana di migranti centro americani. “Questa è una invasione del nostro paese e il nostro esercito vi sta aspettando!”, ha twittato il presidente Usa non più tardi di un paio di settimane fa.

All’inizio del mese la campagna d’indignazione promossa dai liberal per screditare la decisione del presidente Usa si è manifestata attraverso la lettera inviata al Segretario della Difesa James Mattis da parte di 108 democratici della Camera. “Scriviamo oggi questa lettera per esprimere la nostra opposizione alla decisione di utilizzare truppe addizionali sul confine meridionale” osservano i dem. “Non è atro che una militarizzazione del confine per scopi politici e voluta per alimentare paure fuorvianti tra gli americani riguardo gli immigrati”. Ciò che i liberal del partito democratico fingono di non sapere è che tutti i presidenti americani negli ultimi trent’anni hanno inviato le truppe al confine per frenare l’immigrazione – Bill Clinton e Barack Obama compresi.





Tutta l’ipocrisia dei liberal sull’immigrazione

Come ricorda la Cnn, l’idea di militarizzare il confine meridionale non è affatto nuova. Lo hanno fatto i presidenti George W. Bush e Barack Obama, in due operazioni distinte costate 1,3 miliardi di dollari. Tra il giugno 2006 e il luglio 2008, Bush schierò seimila agenti della Guardia nazionale in California, Arizona, New Mexico e Texas con l’operazione Jump Start, che aveva l’obiettivo di installare le barriere, fornire addestramento e assistenza agli agenti doganali. Un’operazione che si concluse con l’arresto di 5.003 persone, il sequestro di 110 veicoli, 11.052 dollari, 13 tonnellate di marijuana e 656 chilogrammi di cocaina.

In piena continuità con le politiche di George W. Bush, nel luglio 2010 la Guardia nazionale dell’esercito ha istituito l’operazione Phalanx, sulla base di un ordine esecutivo del presidente Obama che autorizzava al dislocamento di 1.200 soldati e aviatori lungo il confine sud-ovest di 1.933 miglia a sostegno dell’agenzia doganale e di protezione delle frontiere (Cbp).

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Come riporta il sito ufficiale dell’esercito americano, il Dipartimento della sicurezza nazionale (Dhs) indica che nel giro di un anno, la Guardia nazionale ha contribuito al sequestro di oltre 14.000 libbre di droga, all’arresto di oltre 7.000 immigrati clandestini e alla confisca di milioni di dollari in valuta illegale. Sin dall’inizio dell’Operazione Phalanx, la Guardia nazionale ha assunto, addestrato ed equipaggiato agenti addetti alla sorveglianza di frontiera, finanziati da una legge supplementare sulla sicurezza delle frontiere d’emergenza (Legge Pubblica 111-230) emanata proprio dal presidente Obama nell’agosto 2010. 

E Obama ha il record di esplusi

Com ricorda Fausto Biloslavo su Il Giornale, il predecessore di Trump alla Casa Bianca è stato il campione indiscusso di espulsioni di immigrati irregolari: quasi due milioni e mezzo, ancora più dell’era Bush.  Dal 2009 al 2015, Obama, l’idolo degli antirazzisti di tutto il mondo, ha espulso esattamente 2 milioni e 427 mila persone. Il repubblicano George W. Bush ne aveva rimandate a casa 400mila in meno.

Come confermava anche Politico lo scorso anno – certamente non una testata “trumpista” – gli Stati Uniti stanno deportando immigratori irregolari più lentamente rispetto all’amministrazione Obama, secondo i dati forniti dall’U.s Immigration and Customs Enforcement. Dal 1 ° febbraio al 30 giugno 2017, i funzionari dell’Ice hanno deportato 84.473 persone, con una media di circa 16.900 persone al mese, inferiore a quella dell’era Obama. Questi sono i dati, benché nessuno si sia mai sognato di dare del “disumano” o del “razzista” al Premio Nobel per la pace Barack Obama. Anche su questo tema, i liberal predicano bene e razzolano malissimo, e l’unica cosa che pare essere “senza confini” è la loro ipocrisia. 

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