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Politica

L’oligarca fa ritorno in Russia: teme di essere ucciso a Londra

La Gran Bretagna era casa sua. Era il Paese che nel 2010 lo aveva accolto e gli aveva concesso l’asilo politico. Nell’ultimo periodo, però, quella casa è improvvisamente diventata inospitale e soprattutto molto pericolosa. Tanto che, nonostante i guai con...

La Gran Bretagna era casa sua. Era il Paese che nel 2010 lo aveva accolto e gli aveva concesso l’asilo politico. Nell’ultimo periodo, però, quella casa è improvvisamente diventata inospitale e soprattutto molto pericolosa. Tanto che, nonostante i guai con la giustizia nel suo Paese d’origine – la Russia, da cui era scappato – ha deciso di farvi per sempre ritorno.

È l’incredibile storia di Sergei Kapchuk, l’imprenditore fuggito dalla Russia nel 2005 dopo essere stato accusato di frode. Abbandonata Ekaterinburg, dove possedeva un’importante fabbrica, Kapchuck si è prima diretto ad Abu Dhabi per evitare l’estradizione per poi arrivare nel 2010 all’aeroporto di Gatwick con il passaporto del fratello gemello. Soltanto quattro mesi più tardi ha ottenuto l’asilo politico. Per otto anni a Londra ha fatto la bella vita da oligarca con il nome di Sergi Windsor. Fino al marzo scorso, quando la Russia lo ha inserito nella lista dei fuggiaschi più ricercati del Paese. La storia di Kapchuk è stata resa nota da Bloomberg.





Kapchuk torna in Russia: “Ho paura di morire”

Kapchuk-Windsor è scappato di nuovo. Questa volta, però, è andato dritto tra le braccia dei connazionali e della giustizia russa che un tempo tanto temeva. Perché la sua paura più grande è diventata un’altra: che fosse la stessa Gran Bretagna a ucciderlo e ad accusare successivamente il Cremlino per il crimine commesso. Come spiega Bloomberg, lo scorso febbraio, Boris Titov, uomo vicino a Vladimir Putin, era volato a Londra con un’offerta per Kapchuck e agli altri oligarchi accusati di crimini finanziari. Promise a questi uomini che li avrebbe aiutati con tutto il potere in suo possesso ad affrontare la giustizia russa, ad una precondizione fondamentale: il ritorno in madre patria.

Kapchuk in un primo momento rifiutò l’offerta, salvo poi ricredersi. Per gli oligarchi, infatti, la vita a Londra non è più la stessa per via dell’acuirsi delle tensioni tra Russia e Gran Bretagna: e soprattutto perché quest’ultima comincia a diventare una casa decisamente meno accogliente per i ricchi russi. Lo scorso maggio, come raccontavamo su Gli Occhi della Guerra, infatti, il governo britannico annunciava di voler imporre stringenti sanzioni contro gli oligarchi russi considerati vicini al presidente Vladimir Putin. “L’impiego di Londra come base della corruzione delle persone collegate al Cremlino –-si legge nel rapporto presentato in commissione affari esteri – è chiaramente legato ad un’ampia strategia russa e ha implicazioni dirette per la nostra sicurezza nazionale: tale lotta dovrebbe essere una delle principali priorità della politica estera del Regno Unito”.

Ma sono soprattutto due gli eventi che convincono Kapchuk ad accettare l’offerta di Titov: il caso Skripal e la misteriosa morte di Nikolaj Glushok, strangolato in casa a Londra. Due casi emblematici che lo hanno convinto a tornare in Russia: non voleva essere il prossimo sulla lista. 

Via da Londra, l’oligarca torna in Russia per affrontare la giustizia

Prima di tornare in Russia, Kapchuk viveva in uno stato di paranoia. Temeva per la propria vita e incolumità. Non si sentiva sicuro. Così ha assunto due guardie del corpo e ha cominciato a viaggiare in giro per l’Europa, senza una meta ben precisa. Fino a quando, lo scorso maggio, Londra – a suo dire, senza motivo – non gli ha revocato il visto turistico. Lì ha capito che vivere in Gran Bretagna non era più un’opzione.

Ora come, come spiega a Bloomberg, è determinato ad affrontare la giustizia e magari un giorno, perché no, candidarsi alla Duma. 

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