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Politica

Le similitudini tra l’attentato di Ahvaz e quello a Sadat nel 1981

Il bilancio dell’attentato avvenuto nella giornata di durante una parata militare ad Ahvaz, in Iran, è di 29 morti e 53 feriti, sia militari che civili. Sono due le rivendicazioni giunte finora, una dell’Isis tramite il proprio organo di propaganda...

Il bilancio dell’attentato avvenuto nella giornata di durante una parata militare ad Ahvaz, in Iran, è di 29 morti e 53 feriti, sia militari che civili.

Sono due le rivendicazioni giunte finora, una dell’Isis tramite il proprio organo di propaganda mediatica Amaq, ma senza fornire alcuna prova.





La seconda è invece di un gruppo denominato “Movimento Nazionale di Resistenza di Ahvaz”, dichiaratosi difensore della minoranza araba nella zona di Khuzestan.

Intanto però il governo di Teheran accusa Stati Uniti e Arabia Saudita di essere i grandi burattinai dell’attacco e di armare i gruppi armati sunniti con l’obiettivo di colpire l’Iran.

C’è però un aspetto inquietante che vale la pena puntualizzare ed è la somiglianza tra l’attentato di Ahvaz e quello del 6 ottobre 1981 contro l’ex presidente egiziano Anwar Sadat.

Se infatti ad Ahvaz un gruppo di terroristi vestiti con uniformi dell’esercito si sono “sganciati” ed hanno aperto il fuoco contro militari e civili presenti alla parata, al Cairo quattro militari segretamente membri della Jihad Islamica Egiziana saltarono fuori da un camion in parata e corsero verso il palco per scaricare i propri fucili contro le autorità presenti, tra cui il presidente Sadat e l’ambasciatore cubano.

I quattro terroristi, tra cui il capo-cellula Khalid Islambouli, venivano processati da un tribunale militare e giustiziati. Durante le indagini emerse che i quattro non dovevano nemmeno essere presenti alla parata ma, in seguito a dei cambi di programma operati dall’intelligence militare pesantemente infiltrata dagli estremisti islamici grazie all’operato del colonnello Abboud al-Zumar (membro della Jihad Islamica e successivamente rimpiazzato da Ayman al-Zawahiri), riuscirono a farsi inserire nel convoglio della parata in modo da avere facile accesso al palco presidenziale.

In entrambi i casi il numero dei terroristi che hanno preso parte agli attacchi è quattro.

Per quanto riguarda l’attentato in suolo iraniano, è ancora prematuro trarre conclusioni, ma è lecito evidenziare come in entrambi i casi gli attacchi siano stati pianificati durante una parata militare utilizzando uomini armati in uniforme.

Ad Ahvaz non risulta ancora chiaro se si sia trattato di soggetti infiltrati e camuffati con uniformi militari o di veri e propri membri dell’esercito pronti a colpire quelle stesse istituzioni che dovrebbero invece proteggere.

Dalle prime indiscrezioni è emerso che la cellula armata si sarebbe nascosta all’interno del parco dietro alle transenne per poi penetrare la parata a bordo di moto e aprire il fuoco contro le formazioni di militari in marcia. Inizialmente molti avevano pensato che si trattasse di parte dello spettacolo, poi però quando i soldati hanno iniziato a cadere si sono resi conto che c’era un attacco in corso e ne è nato uno scontro a fuoco con l’esercito. Non risulta ancora chiaro se i terroristi catturati vivi siano due o soltanto uno, mentre gli altri risulterebbero uccisi.

È plausibile ipotizzare che la cellula avesse come obiettivo quello di raggiungere il palco delle autorità anche se al momento non vi sono sufficienti elementi per poter fornire conferme o smentite; del resto non è ancora chiaro chi vi sia dietro l’attentato. Le similitudini con l’attentato a Sadat in ogni caso ci sono.

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