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Politica

Trump e il generale nordcoreano: quel gesto che divide gli Stati Uniti

Donald Trump non è certo un uomo avvezzo alle cortesie diplomatiche né ai rituali della politica. Proprio per questo, viene spesso colpito dai media americani e internazionali, tendenzialmente contrari all’inquilino della Casa Bianca. Soprattutto se alcuni dei suoi gesti sono...

Donald Trump non è certo un uomo avvezzo alle cortesie diplomatiche né ai rituali della politica. Proprio per questo, viene spesso colpito dai media americani e internazionali, tendenzialmente contrari all’inquilino della Casa Bianca. Soprattutto se alcuni dei suoi gesti sono considerati eccessivi o del tutto inusuali per un presidente degli Stati Uniti.

L’ultimo, quello compiuto da Trump rispetto a un generale della Corea del Nord, con  Kim Jong-un al suo fianco, durante il vertice di Singapore. Il presidente Usa saluta i suoi interlocutori nordcoreani, poi passa davanti a un alto ufficiale di Pyongyang, prova a tendere la mano per stringerla all’altro, ma il generale fa il  saluto militare. A quel punto, Trump è costretto a rispondere al saluto militare, poi, i due si stringono la mano.





Il gesto ha creato molte perplessità all’interno del Pentagono ma anche della Casa Bianca. E anche l’opinione pubblica statunitense è rimasta non troppo piacevolmente colpita dal gesto compiuto dal presidente. Un imbarazzo che ha obbligato la  portavoce della Casa Bianca Sarah Huckabee a difendere il leader dalle accuse.

“È una cortesia comune quando un funzionario militare di un altro governo saluta, che il presidente restituisca il saluto”, ha detto la portavoce presidenziale ai giornalisti due giorni dopo il ritorno di Trump dal summit. 

Il problema è che quel saluto è stato  interpretato in diversi modi. E, come riporta il South China Morning Post, in Corea del Nord e in America, l’interpretazione del video ha avuto un duplice esito. Tanto è vero che  i media statali nordcoreani hanno diffuso subito il video per mostrare come Trump si sia adeguato al saluto militare del ministro di Pyongyang.

Da parte statunitense, invece, la mossa è stata criticata proprio per questo motivo. Non è stato visto come un gesto di rispetto, ma come una sorta di sottomissione verso un Paese tecnicamente ancora ostile. “Non ho mai visto un presidente americano salutare un ufficiale di un altro esercito, per non dire un militare che agisce come un brutale esecutore della schiavitù umana  attraverso terribili campi di prigionia in tutto il Paese”. Questo il commento di James Stavridis, un ammiraglio della Marina in pensione e uno dei maggior comandanti della Nato.  “È stato un errore”.

“Con sorpresa di nessuno, la Corea del Nord ha usato il nostro presidente per la sua campagna di propaganda”, ha dichiarato il senatore democratico Chris Van Hollen  su Twitter. “Kim Jong.un sta ottenendo concessioni immediate e senza assumere impegni concreti. Sono nauseato nel vedere Trump irrigidire i nostri alleati in Canada e poi lodare Kim mentre saluta i suoi generali .”

E le critiche sono soprattutto dovute al fatto che molti, negli Stati Uniti, ritengono che Trump sia stato eccessivamente accomodante nei confronti del leader della Corea del Nord. Avrebbero voluto fermezza e anche molta più rigidità nei modi. Invece il presidente Usa è stato molto affabile e amichevole. Inoltre, si è comportato con Kim come probabilmente non si è comportato neanche con i suoi storici alleati.

Questa critica al modo di comportarsi del presidente si unisce quindi alle critiche di chi ritiene che il summit di Singapore sia stato una vittoria di Kim. I critici pensano che il documento firmato sia completamente privo di certezze e accusano Trump di aver voluto porre la firma  più per ego che per reali convenienze, facendo però risultare il leader coreano come un interlocutore credibile e riconosciuto dal mondo. Pyongyang, in effetti, voleva proprio questo. Ma a Washington molti sono rimasti scontenti.

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