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Politica

Quella pazza idea del Sudafrica per risolvere il problema della siccità

Città del Capo, in Sudafrica, ha un problema: la siccità. L’11 maggio doveva essere il day zero, quello in cui i rubinetti della città dovevano essere chiusi. Poi però si è riuscito a rimediare temporaneamente al problema, spostando l’ora X...

Città del Capo, in Sudafrica, ha un problema: la siccità. L’11 maggio doveva essere il day zero, quello in cui i rubinetti della città dovevano essere chiusi. Poi però si è riuscito a rimediare temporaneamente al problema, spostando l’ora X al 2019 (a data da destinarsi). Ma il problema resta e, nonostante la correzione alcune gravi inefficienze, le colpe della pessima gestione delle risorse idriche sono tali che si cerca ogni espediente per superare il problema delle riserve d’acqua. Mancano all’appello 100 milioni di litri d’acqua al giorno.

L’ultima trovata, come racconta Agi, è quella di Nick Sloane, l’esperto sudafricano coinvolto anche nel recupero della Costa Concordia dopoi il naufragio all’isola del Giglio. Il “salvage manager” ha ideato una soluzione visionaria quanto analizzata con attenzione da molti studiosi: trainare un iceberg dall’Antartico al Sudafrica. Un iceberg, infatti, può produrre circa 150 milioni di litri d’acqua al giornoper circa un anno.





“Sto guidando questa campagna. Alcuni iceberg sono già stati individuati e si trovano soltanto a 1200 miglia marine” ha annunciato Sloane. Con lui, altri due studiosi che comporranno il Southern Ice Team: l’ingegnere francese Georges Mougin e il glaciologo norvegese Olav Orheim.

Le insidie

I tre esperti dovranno fronteggiare insidie non di poco conto. Parliamo di un’opera titanica, che è divenuta oggetto anche di un seminario che dovrà studiare la fattibilità del progetto. Anche perché, se la soluzione sarà realizzata, non sono poche le città che potrebbero prendere spunto. Una fra tutte, San Paolo di Brasile, che deve fare anch’essa i conti con una prossima crisi dovuta alla manza di scorte d’acqua e alla crescita costante della popolazione.

Gli iceberg idonei allo scopo devono avere alcune caratteristiche di dimensioni, forma e vicinanza alla città. Quelli con la struttura utile e che sono già trascinati dalle correnti oceaniche verso Gough Island, a circa 2700 km a sud-ovest da Città del Capo, rappresentano solo il 7% dei più di 270 mila esistenti. Quindi i grandi numeri non sono dalla parte degli ideatori del progetto.

Questi iceberg devono essere poi “legati” o “catturati” – cosa che già di per se richiede tecnologie molto avanzate – per poi essere trainati fino a Cape Columbine, a nord di Saldanha Bay. Il problema è che, durante il trasporto, Orheim, il glaciologo norvegese parte del team, ritiene che sia possibile lo scioglimento di circa il 30% del ghiaccio. Il che è un handicap notevole visto che l’iceberg serve per avere più acqua e, perderla durante il trasporto, non è certamente utile. C’è poi da studiare il fatto di rendere potabile l’acqua della montagna di ghiaccio e trasportarla dall’iceberg alla terraferma.

I punti a favore

Anche se può non sembrarlo, uno dei punti a favore del progetto consiste nei costi ridotti dell’opera. L’idea di Sloane è meno costosa della costruzione di potenti impianti di desalinizzazione dell’acqua marina e, a dire del Southern team, non vi sarebbero grandi problemi di carattere ambientale. Quegli iceberg, infatti, sono già destinati allo scioglimento alla deriva. Al limite, esistono anche tecniche di mantenimento del ghiaccio, in modo che l’iceberg possa rimanere “in vita” fino a quando non sarà necessario sfruttare il suo ghiaccio.

Chris von Holdt, dell’azienda ingegneristica Aurecon, ha detto: “Credo che ci siano sufficienti requisiti tecnici ed economici per poter prendere seriamente in considerazione l’opzione degli iceberg durante i periodi di siccità”. Secondo Kevin Winters, docente del Futur Waters Institute, il comune di Città del Capo difficilmente potrebbe considerare l’iceberg una soluzione alla scarsità d’acqua per “complessità, rischi e costo dell’operazione”. Il problema, però, è che in Sudafrica la siccità sta caratterizzando molte aree del Paese. E occorrono soluzioni emergenziali al netto di quelle di gestione, che sono affrontare, gradualmente, dalle nuove amministrazioni locali. 

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