Skip to content
Politica

11 settembre, un giudice Usa accusa l’Iran (ma mancano le prove)

Il giudice americano George Daniels ha stabilito che l’Iran, la Banca centrale iraniana e i Guardiani della rivoluzione islamica sono responsabili per la morte di più di mille persone in seguito all’attacco terroristico dell’11 settembre 2001. Per tale ragione, riporta...

Il giudice americano George Daniels ha stabilito che l’Iran, la Banca centrale iraniana e i Guardiani della rivoluzione islamica sono responsabili per la morte di più di mille persone in seguito all’attacco terroristico dell’11 settembre 2001. Per tale ragione, riporta Tgcom24, il giudice Daniels ha deciso che Teheran dovrà risarcire le famiglie delle vittime per una somma totale di più di 6 miliardi di dollari. La sentenza, tuttavia, non riporta prove di legami diretti tra Iran e i terroristi responsabili dell’attacco alle Torri Gemelle ma si basa sull’ipotesi – tutta da dimostrare – che “gli attentatori siano stati addestrati nella Repubblica Islamica”.

Il giudice ha inoltre stabilito come risarcimento 12,5 milioni di dollari per i coniugi, 8,5 milioni per i genitori e i bambini e 4,25 milioni per i fratelli. Daniels, come scrive Al-Jazeera, ha emesso altre sentenze di questo tipo nei confronti dell’Iran nel 2011 e nel 2016, nelle quali imputava alla Repubblica islamica l’obbligo di pagare alle vittime e agli assicuratori miliardi di dollari. Già in passato Teheran aveva bollato tali accuse come “ridicole”.





I dubbi sulla sentenza contro l’Iran

Da verificare ora quali saranno le ripercussioni internazionali contro la Repubblica Islamica dopo questo ulteriore pronunciamento, all’indomani anche delle accuse del premier israeliano Benjamin Netanyahu sulle presunte violazioni dell’accordo sul nucleare. I dubbi su questa sentenza, destinata a far discutere, tuttavia rimangono. Lo scorso settembre, come riportato da Michele Crudelini su Gli Occhi della Guerra, l’Arabia Saudita aveva puntato il dito contro gli ayatollah, accusando il paese rivale di essere dietro gli attentanti dell’11 settembre, basandosi proprio sulla prima sentenza del giudice Daniels, datata 2011 e sull’ambigua testimonianza di Abolghasem Mesbahi, ex agente segreto dell’Iran. Ma oggi come allora l’impianto accusatorio nei confronti di Teheran è debole giacché ben 15 dei 19 dirottatori dell’11 settembre erano di nazionalità saudita e nessuno aveva il passaporto iraniano.

Decisamente improbabile, anche sul piano ideologico, che l’Iran possa aver fornito aiuti e addestramento ad una formazione terroristica come al-Qaeda che definisce gli sciiti come degli “eretici” da eliminare. In una lettera del 2004, Abu Mus‘ab al-Zarqawi, capo di al-Qaeda in Iraq morto nel 2006, scriveva a proposito degli sciiti: “Gli eretici hanno indossato l’uniforme dell’esercito e della polizia al servizio della sicurezza dell’Iraq, hanno brandito la spada della difesa della patria e dei cittadini. È con questo pretesto che hanno cominciato a liquidare i sunniti sostenendo che sono distruttori, i residui del Baath e dei terroristi che seminano il male”.

In un messaggio del 14 settembre 2005, il giorno dopo una serie di violenti attacchi da parte della guerriglia jihadista, Al-Zarqawi dichiarerà una guerra totale contro gli sciiti in tutto l’Iraq. In Siria, inoltre, Hayat Tahrir al-Sham, la diramazione di al-Qaeda nel Paese, combatte tuttora contro l’esercito siriano supportato dall’Iran e dai russi. 

Il ruolo dell’Arabia Saudita

Molto più concreto è il report di 28 pagine che dimostrerebbe il coinvolgimento dell’ambasciata saudita negli attentati alle Torri Gemelle. Secondo il New York Post, l’ambasciata avrebbe pagato due cittadini sauditi per volare da Phoenix a Washington due anni prima dell’attacco terroristico contro il World Trade Center e cadere in un campo della Pennsylvania, in quello che parrebbe essere una sorta di test “preliminare”.

Come osservava Fausto Biloslavo su Panorama nell’ottobre 2016, “il caso più imbarazzante riguarda Fahad al-Thumairy, nel 2001 diplomatico del consolato saudita di Los Angeles e allo stesso tempo imam della moschea Re Fahad di Culver city, in California: un luogo di culto noto per la linea estremista e frequentato dal personale del consolato saudita di Los Angeles”. Fra i fedeli, scrive Biloslavo, “un anno prima dell’attacco agli Usa, c’erano anche Nawaq Alhamzi e Khalid al-Midhar, due dei futuri kamikaze, che l’11 settembre precipitarono con il volo American airlines 77 sul Pentagono. L’Fbi ha scoperto che nel 2001 Al Thumairy aveva “immediatamente assegnato qualcuno per occuparsi” dei terroristi. Appena arrivati negli Stati Uniti, i due non conoscevano l’inglese dovevano fare pratica di volo: per questo vennero ospitati in un appartamento affittato dalla moschea dell’imam sospetto”. 

Il memo di Hillary Clinton che accusa Riyad

“Dobbiamo usare le nostre risorse di intelligence diplomatiche e più tradizionali per fare pressione sui governi del Qatar e dell’Arabia Saudita, che forniscono sostegno finanziario e logistico clandestino all’Isis e ad altri gruppi radicali nella regione “. A scriverlo era l’ex Segretario di Stato Hillary Clinton in una e-mail declassificata e pubblicata da Wikileaks. In un’altra e-mail precedente e datata 2009, la stessa Clinton osservava che “l’Arabia Saudita rimane una base di supporto finanziario fondamentale per al-Qaeda, i talebani, LeT [Lashkar-e-Taiba in Pakistan]”.

Si parla dunque di terrorismo islamico, di al-Qaeda e dell’Isis. In nessuna di queste e-mail, tuttavia, viene citato l’Iran ma l’Arabia Saudita, un fedele alleato dell’Occidente, il cui legami con l’estremismo islamico sono noti da tempo. 

Abbonati e diventa uno di noi

Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Lascia un commento

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto

Perché abbonarsi

Sostieni il giornalismo indipendente

Questo giornale rimarrò libero e accessibile a tutti. Abbonandoti lo sostieni.