Skip to content
Politica

Centinaia di jihadisti pronti a uscire Il pericolo è nelle carceri europee

All’indomani dell’attentato terroristico di Trèbes, in cui hanno hanno perso la vita 4 persone – tra cui il gendarme eroe Arnaud Beltrame – la Francia e l’Europa ripiombano nella paura dell’estremismo islamista. Segnale che la sconfitta sul campo militare dello...

All’indomani dell’attentato terroristico di Trèbes, in cui hanno hanno perso la vita 4 persone – tra cui il gendarme eroe Arnaud Beltrame – la Francia e l’Europa ripiombano nella paura dell’estremismo islamista. Segnale che la sconfitta sul campo militare dello Stato Islamico non è sufficiente a piegare il radicalismo e le minacce che esso porta con sé. Anzi, c’è un altro serio problema con cui le agenzie di intelligence dovranno fare i conti: i centinaia di jihadisti che verranno rilasciati dal carcere a breve. 

Alcuni di loro potrebbero condurre una vita tranquilla e normale dopo gli anni passati in cella: altri, tuttavia, potrebbero decidere di percorrere altre strade e tornare sui campi di battaglia in Siria e in Iraq oppure di preparare nuovi attentanti in Europa. Come racconta l’agenzia di stampa francese Afp, in un articolo pubblicato anche su Al-Monitor, sarebbero circa  500 gli islamisti pronti a uscire di prigione da qui al 2020 dopo aver trascorso alcuni anni in cella. “Rappresentano una minaccia molto preoccupante che stiamo prendendo sul serio”, racconta un funzionario dell’antiterrorismo francese. Si stima inoltre che circa 1.500 altri prigionieri francesi siano stati radicalizzati dietro le sbarre, proprio grazie ai contatti diretti con gli islamisti.





Il carcere, culla del radicalismo

Le agenzie d’intelligence europee devo fare i conti con un grave pericolo ed evitare gli errori del passato, lassismo in primo luogo. “Quelli che escono di prigione – spiega Yves Trotignon, ex analista in materia di antiterrorismo presso l’agenzia di intelligence francese Dgse – dovrebbero essere trattati come quelli che tornano dalla Siria. Per questi 500 islamisti che stanno per uscire dalle loro celle non abbiamo abbiamo avuto modo di valutare il pericolo operativo che essi rappresentano”. L’unica maniera è mappare immediatamente i loro contatti: “Chi incontra chi? Chi sta telefonando a chi? Dobbiamo saperlo”, spiega l’analista, che sottolinea: “Spesso diciamo che la prigione è una scuola per i criminali ma lo è anche per la jihad. È il posto dove vengono radicalizzati quelli ai margini, dove imparano da quelli detenuti prima di loro” , afferma.

Detenuti anche in Gran Bretagna e in Belgio

Secondo l’Afp, che cita dati del ministero degli interni, sono circa 200 le persone in prigione nel Regno Unito per reati connessi al terrorismo islamico, un numero che è in costante aumento negli ultimi anni. Cifre molto simili a quelle del Belgio. “Raramente le persone escono migliori rispetto a quando sono entrate”, afferma Alain Grignard, membro dell’unità antiterrorismo della polizia federale di Bruxelles nonché docente di studi islamici all’Università di Liegi. “Ancora di più per gli ‘idealisti’ che, oltre ad avere un passato criminale, vivono in questa dimensione in cui mettono al centro la lotta in nome dell’islam. Possono uscire di prigione ancora più motivati di prima”, afferma.

Ma non c’è solamente chi esce dal carcere. C’è anche chi, dopo essere stato sconfitto sul campo di battaglia, fa ritorno in Europa dalla Siria o dall’Iraq. Secondo quanto riferisce il giornale olandese Ad, 30 jihadisti affiliati all’Isis “sono sulla via del ritorno in Olanda”. Questi sospetti jihadisti potrebbero trovarsi in un campo profughi da qualche parte tra Siria e Iraq, in prigione, o semplicemente sulla via del ritorno, secondo il giornale. L’Aivd, il servizio di sicurezza nazionale, ha da tempo lanciato l’allerta sul pericolo rappresentato dai “jihadisti di ritorno” della guerra siriana.

Abbonati e diventa uno di noi

Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Lascia un commento

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto

Perché abbonarsi

Sostieni il giornalismo indipendente

Questo giornale rimarrò libero e accessibile a tutti. Abbonandoti lo sostieni.