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Politica

Il messaggio di Hezbollah a Israele nascosto dietro a questa foto

La notizia l’ha data Al Masdar, un sito molto vicino al governo di Bashar al Assad e fortemente anti israeliano: un simpatizzante di Hezbollah, la milizia sciita libanese che ha giurato guerra allo Stato ebraico, ha pubblicato sui social una...

La notizia l’ha data Al Masdar, un sito molto vicino al governo di Bashar al Assad e fortemente anti israeliano: un simpatizzante di Hezbollah, la milizia sciita libanese che ha giurato guerra allo Stato ebraico, ha pubblicato sui social una foto mentre, da Tel Aviv (almeno questa è l’indicazione geografica data), mostra l’immagine del leader del Partito di Dio Hassan Nasrallah e di Imad Mughniyah, il comandante sciita ucciso il 12 febbraio del 2008 in un’operazione congiunta di Cia e Mossad a Damasco. Un’immagine vera o creata ad arte?

Il messaggio che manda il Partito di Dio, sempre che dietro a questa operazione ci sia Hezbolla, sarebbe palese: siamo riusciti a eludere i vostri sistemi di sicurezza e siamo già tra voi. Una tecnica, questa, usata anche recentemente dai simpatizzanti dello Stato islamico in Italia. E, nonostante Isis e Hezbollah si trovino su due barricate differenti in Medio Oriente, la tecnica comunicativa sembra esser la stessa. Del resto, i kamikaze, nati in seno al movimento sciita, hanno trovato un rilancio anche nel mondo dell’estremismo sunnita dalle Torri gemelle in poi.





Le tensioni tra Israele e Hezbollah non si sono mai placate dalla guerra del 2006. Il Partito di Dio ha sviluppato un vasto sistema di bunker per difendersi da un possibile attacco dell’aviazione di Tel Aviv. I miliziani sciiti hanno inoltre visto nel conflitto siriano un’opportunità per addestrarsi e perfezionare le tattiche di guerra. Secondo quanto riporta Haaretz, inoltre, il Partito di Dio sarebbe in grado di colpire le piattaforme di gas israeliane

L’ingresso di uno dei tunnel di Hezbollah in Libano

Dall’altra parte, Israele non è stata a guardare. Lo scorso 4 settembre, Tel Aviv ha avviato delle esercitazioni “per rafforzare le difese nell’evenienza di un conflitto nel corso del quale gli Hezbollah potrebbero penetrare in aree della Galilea ed occuparvi villaggi”, come riporta l’Ansa

Dopo le manifestazioni di Hezbollah per la “liberazione di Gerusalemme”, manifestazioni nate contro la decisione di Donald Trump di riconoscere la Città Santa come capitale di Israele, il ministro dell’intelligence israeliano Yisrael Katz ha detto che, in caso di una nuova guerra, “tutto il Libano sarà un bersaglio”. La guerra del 2006, ha continuato il ministro, riporta La Stampa, “al confronto sembrerà un picnic, il Libano tornerà all’età della pietra”.

E ora Hezbollah sembra aver alzato l’asticella. La struttura del Partito di Dio è molto rigida e ogni azione bellica o di propaganda deve essere approvata dai vertici del movimento. Difficile pensare che le foto diffuse in questi giorni dall’anonimo sostenitore, sempre che sia davvero dì Hezbollah, siano frutto di un’iniziativa personale. 

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