Due giorni fa, Donald Trump aveva detto di voler rinegoziare l’accordo sul nucleare con l’Iran, altrimenti, ha detto il presidente americano “lo cancellerò”. Le parole del tycoon hanno scatenato reazioni in tutto il mondo, ottenendo il plauso di Israele e Arabia Saudita, nemici storici di Teheran, e la riprovazione di Unione europea e Russia.
Adesso però gli Stati Uniti sembrano far marcia indietro. Nikki Haley, la mente dietro il discorso del presidente americano, ha infatti fatto sapere: “Penso che adesso ci vedrete restare nell’accordo. Perché la nostra speranza è che possiamo migliorare la situazione. E questo è il nostro obiettivo. Quello che stiamo dicendo adesso con l’Iran è di non lasciare che diventi la prossima Corea del Nord”.
Questa posizione è stata subito rilanciata dal segretario di Stato Rex Tillerson, il quale ha affermato che gli Stati Uniti non devono ritirarsi dall’accordo sul nucleare siglato tra Teheran e la comunità internazionale, ma “lavorare con gli altri firmatari per correggerne i difetti”. Tillerson ha poi proseguito dicendo: “Vogliamo prendere in considerazione l’accordo così come è, e rafforzarne l’attuazione”. Il segretario di Stato si è inoltre detto d’accordo con il capo del Pentagono, James Mattis, nel sottolineare che il Congresso non dovrebbe imporre sanzioni legate all’accordo e ha sottolineato: “Credo che anche il presidente sia d’accordo”.
Un cambio di rotta significativo, se si pensa che qualche giorno fa tutti i media avevano sottolineato la decisione di Trump di voler uscire dall’accordo con l’Iran. La realtà, come ha sottolineato Piccolenote, è un po’ più complessa.
Come avevamo ipotizzato in un articolo, è probabile che il presidente americano stia alzando i torni per rinegoziare l’accordo con Teheran. La situazione è ancora, ovviamente, in divenire. Trump subisce forti pressioni dall’una e dall’altra parte. Difficile dire ciò che accadrà nei prossimi giorni. Certo è che l’amministrazione americana, ora, è tornata a giocare nel campo della diplomazia.
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