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Guerra

La Nato prepara l’esercito anti Putin sul Mar Nero

La NATO sta preparando un (altro) dispiegamento importante di forze militari per contrastare il “pericoloro” russo. La Romania partner strategico per la NATO Si è svolto un incontro a Bucarest tra il Segretario Generale della NATO Jens Stoltenberg e il...

La NATO sta preparando un (altro) dispiegamento importante di forze militari per contrastare il “pericoloro” russo.

La Romania partner strategico per la NATO

Si è svolto un incontro a Bucarest tra il Segretario Generale della NATO Jens Stoltenberg e il presidente della Romania, Klaus Werner Iohannis. Una visita più che di cortesia quella fatta dal numero uno dell’Alleanza Nord Atlantica. Stoltenberg ha infatti ringraziato la Romania e l’azione del suo Governo per il contributo dato all’Alleanza.





Il Segretario NATO ha fatto riferimento alle missioni in Afghanistan, sorvolando sull’esito tuttora fallimentare del mandato, e in Kosovo. Regione divenuta fucina di jihadismo, proprio dopo l’intervento maldestro della NATO. Stoltenberg si è dovuto poi congratulare con Iohannis per l’impegno preso a rispettare l’investimento del 2% del PIL per l’organizzazione Nord Atlantica. Spesa militare e impegno in missioni senza successo. Questo il “vangelo” secondo Stoltenberg. Le dimostrazioni di gratitudine non arrivano però casualmente per un Paese che diventa strategico in un confronto con il gigante russo.

Altre truppe per contrastare la Russia

Secondo quanto riportato dalla Reuters l’incontro è servito infatti ad organizzare il dispiegamento di una forza multinazionale proprio sul territorio della Romania. Inizialmente si è pensato di impiegare una modesta quantità di truppe provenienti da 10 Paesi diversi. Tra questi spicca l’impegno dell’Italia a fornire uomini e mezzi. Il piano è poi quello di andare a incrementare le forze in campo, unendosi ai 900 soldati americani già presenti in Romania. In totale si dovrebbe così arrivare alle 3.000/4.000 unità, con la Romania ad occupare la prima posizione per numero di unità fornite.

A ciò si aggiunge poi una rafforzata presenza navale nei porti rumeni e bulgari che si affacciano sul Mar Nero, oltre al rifornimento di aerei da parte di Gran Bretagna e Canada. Il Mar Nero diventa il punto clou di questa nuova operazione militare, il cui obiettivo risulta ancora oscuro.

La Romania vuole la pace,a ma si prepara alla guerra

Ufficialmente il Presidente della Romania ha asserito che “il nostro proposito è la pace, non la guerra”. Il che ricorda un po’ il detto romano “si vis pacem para bellum” (“se vuoi la pace prepara la guerra”). Iohannis ha poi aggiunto che: “Noi non siamo una minaccia per la Russia, ma cerchiamo un alleato strategico nel lungo periodo, cerchiamo un dialogo da una posizione forte di difesa e deterrenza”. Che le intenzioni occidentali verso la Russia non coincidano molto con il concetto di “pace”, lo dimostra anche il recente trasferimento di aerei portoghesi “Force F-16” nella base aerea di Borcea, proprio in Romania.

Una notizia riportata dal sito ufficiale NATO, secondo cui tali forze aeree saranno usate per l’esercitazione “Falcon Defense 2017”. Per questa è previsto un ingente dispiegamento di aeroplani proprio nella zona del Mar Nero. Una strategia, quella NATO, volutamente a tenaglia per ingabbiare lo scomodo vicino russo su più fronti. L’intenzione di includere Georgia e Ucraina nell’Alleanza Nord Atlantica è vista dai russi proprio in quest’ottica. Lo stesso Vladimir Putin, nella recente intervista rilasciata a Oliver Stone, ha detto che dopo il 1989 c’era un accordo tra Russia e NATO, affinché quest’ultima non cercasse di includere le ex Repubbliche sorelle di Mosca. Un accordo già ampiamente disatteso.

Gli hacker russi terrorizzano di più dei bombardieri NATO

Fa poi riflettere come i media europei abbiano riportato con toni scandalizzati come hacker russi stiano provando a geolocalizzare  un contingente NATO presente sul Baltico. Sulle pagine di alcuni quotidiani si parla addirittura di “cyberguerra” portata dai russi. Da una parte ci sono più di 3.000 soldati pronti a essere dispiegati sul Mar Nero, a ridosso della russa Crimea, dall’altra si risponde, legittimamente, cercando di geolocalizzare queste truppe. Chi, tra i due, vuole portare la guerra?

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