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Politica

Kim avrà una nuova arma

La Corea del Nord starebbe costruendo clandestinamente il suo primo sottomarino a propulsione nucleare. Questo è quanto rivelato dalla testata giapponese Sekai Nippo che cita una fonte anonima dell’intelligence di Tokyo. Stando a quanto riportata dal quotidiano, che cita una...

La Corea del Nord starebbe costruendo clandestinamente il suo primo sottomarino a propulsione nucleare. Questo è quanto rivelato dalla testata giapponese Sekai Nippo che cita una fonte anonima dell’intelligence di Tokyo. Stando a quanto riportata dal quotidiano, che cita una fonte ben “informata” sulla Corea del Nord, ma non identificata, la dimensione del sommergibile in costruzione non è ancora chiara, ma sembra invece abbastanza sicuro che il regime di Kim Jong-un spera di poterlo impiegare già nel giro di tre anni. Finora, le informazioni restano assolutamente poche, e neanche la stampa statunitense e quella sudcoreana hanno potuto accedere a fonti più dettagliate che potessero dare una conferma sull’avvio di questo progetto bellico di Pyongyang. Tuttavia, se fosse vero, la rivelazione potrebbe indicare un passo in avanti eccezionale per la marina della Corea del Nord. 

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Nel 2014, i militari della Corea del Sud confermarono che le forze subacquee del Nord fossero già in possesso di circa 70 sottomarini, per la maggior parte di produzione cinese e sovietica e praticamente tutti diesel-elettrici. Di questi, alcuni sono sicuramente sommergibili classe Romeo –  nome in codice Nato, per identificare la classe di sottomarini sovietici Progetto 633 – destinati a disturbare le vie di comunicazione marittime, sganciare mine di profondità, attaccare i battelli in superficie e sostenere l’infiltrazione di forze speciali. Ma soprattutto, Pyongyang dispone di un sommergibile di una classe completamente nuova, costruito nei cantieri navali nazionali: la classe Sinpo, chiamato anche Gorae o Pongdae.  Le immagini satellitari che hanno catturato il sommergibile suggeriscono la presenza di un’apertura sulla torre che indica la presenza di un tubo di lancio per uno o due missili. Nell’agosto del 2016, durante le esercitazioni congiunte annuali fra le forze Usa e quelle della Corea del Sud, fu probabilmente questo mezzo a lanciare un missile balistico KN-11 nel mare del Giappone.

Fino ad ora, gli analisti del Pentagono hanno cercato di evitare di dare particolare peso alle forze marine della Corea del Nord. Secondo l’intelligence di Washington, il programma per la costruzione di sommergibili nucleari è ancora indietro rispetto ad altri campi del programma atomico di Kim Jong-un. Tuttavia, gli ultimi test di Pyongyang hanno dimostrato che non possa essere sottovalutato il rischio di un’evoluzione delle forze armate nordcoreane che interessi anche la Marina. Proprio per questo motivo, i funzionari americani hanno aumentato il loro controllo sulle operazioni navali di Pyongyang, in particolare dopo i rapporti del mese scorso che hanno segnalato come la marina della Corea del Nord fosse sul punto di effettuare un nuovo lancio missilistico di prova, ma questa volta utilizzando un sommergibile. A maggio, il sito 38 North, che si occupa della penisola coreana, ha pubblicato un’analisi che affermava che le immagini satellitari più recenti avessero identificato un secondo sommergibile per il programma SLBM, presso il cantiere navale di Nampo, sulla costa occidentale del Paese. Molti hanno ritenuto fosse appunto un mezzo della classe Sinpo, che a questo punto consterebbe di due mezzi e non più di uno solo.

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La Corea del Nord dovrebbe essere l’argomento principale della settimana del presidente Trump, che si trova a New York con altri leader mondiali per l’inizio dei lavori dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Su Twitter, Trump ha detto di aver parlato con il presidente sudcoreano Moon Jae-in domenica scorsa, definendo Kim come un “rocket-man” ed esaltando la politica dell’embargo energetico per piegare la Corea del Nord senza avviare alcuna operazione militare. In una dichiarazione da parte dell’ufficio della Casa Bianca, si legge che “il presidente Trump e il presidente Moon si sono impegnati a continuare a prendere misure per rafforzare le capacità di dissuasione e di difesa e per massimizzare la pressione economica e diplomatica sulla Corea del Nord”. Questa politica del muro contro muro non piace, evidentemente, a Cina e Russia, le quali temono al contrario che un indurimento delle sanzioni possa condurre Kim alla scelta obbligata di rafforzare ulteriormente i suoi propositi di sviluppo dell’arsenale nucleare, nella consapevolezza che non ha altra via di salvezza che assicurarsi la propria vita attraverso l’atomica. Solo il tempo potrà dirci chi ha avuto torto e chi ragione. Resta tuttavia il dubbio che la via del dialogo sia ormai sempre più percepita come una vera e propria utopia.

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