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Politica

La svolta storica dell’Iran

La condizione delle donne in Iran è sempre stata una questione in chiaro scuro. Dipende molto con che ottica la si guarda, in senso assoluto c’è ancora molta strada da percorrere. Ma cambiando la prospettiva è anche vero che le...

La condizione delle donne in Iran è sempre stata una questione in chiaro scuro. Dipende molto con che ottica la si guarda, in senso assoluto c’è ancora molta strada da percorrere. Ma cambiando la prospettiva è anche vero che le donne hanno molti più diritti in Iran che nella maggioranza dei vicini Paesi arabi. La maggioranza delle donne studia e lavora. Le si trova in quasi tutte le professioni, tecniche come manuali. Questo perché prima della rivoluzione islamica di Rudollah Khomeini l’Iran era sicuramente, insieme alla Turchia, uno dei Paesi più progressisti su questo fronte. Già negli anni venti esistevano intellettuali femministe nel Paese e nell’epoca della dinastia Pahlavi si fece molto per emancipare le donne. Basta cercare su internet notizie o fotografie sulla società iraniana del tempo per rendersene conto.

Tutto cambiò con le rivoluzione del 1979, i rivoluzionari ebbero una certa ambiguità sul tema dei diritti femminili. Una buona parte di essi era di sinistra e quindi favorevoli ai diritti delle donne. Solamente quando l’alleanza tra Khomeini e la sinistra finì malissimo e gli islamisti presero il sopravvento, gli ayatollah cominciarono a erodere i diritti di cui le donne iraniane godevano ormai da alcuni decenni. Si incominciò dal diritto di famiglia e l’abbigliamento, per proseguire su tanti altri temi. Ma Khomeini non poté invertire un percorso ormai avviato da tanto e permise comunque alle donne di continuare a lavorare nella maggioranza dei settori purché coperte con lo chador. Dopo la sua morte anche le regole sul vestiario si sono sensibilmente alleggerite e oggi basta un semplice foulard alla parigina che lascia spuntare fuori i capelli.





Le donne iraniane sono poi generalmente molto forti. Per vivere in una società che tenta di metterle nell’angolo e continuare a lavorare, bisogna spesso essere due volte più brave di un uomo. Basta vederle al volante guidare spavalde per le caotiche strade di Teheran per capirlo. Per questo non sorprende chi conosce i Paese che il governo abbia nominato una donna, Farzaneh Sharafbafi, a capo dell’Iran Air. In Iran le donne da tempo sono presenti sia in politica che nelle alte sfere delle aziende. Così come non sono rare, almeno nell’estesa medio e alta borghesia di un Paese ricco di petrolio, gas e industrie, donne divorziate che crescono i figli o single.

Il vero problema da affrontare rimane però il diritto di famiglia, dove le donne contano ancora metà di un uomo, lo stesso vale nei processi penali o nelle banali questioni di eredità. È lì che per ora non sono stati fatti ancora molti passi in avanti. La maggioranza dei giovani non è molto speranzosa per il futuro proprio perché su questi temi, né la legge, né i tribunali sembrano riformare le fatwa più restrittive.

Chiunque viaggia in Iran si rende conto della vitalità del mondo femminile nel paese, proprio per questo le donne iraniane chiedono riforme più incisive che le portino ad avere gli stessi diritti degli uomini. Una questione in cui i ragazzi delle grandi città combattono insieme alle ragazze senza dubbi di sorta. Ovviamente la questione si fa più complessa nella provincia. Nelle cittadine vi è spesso ancora una maggiore segregazione. Paradossalmente però le donne di campagna sono molto più libere di quelle dei piccoli e medi centri urbani perché lavorano nell’agricoltura o negli allevamenti. Per esempio in Iran esistono ancora quasi un milione di nomadi le cui donne sono da sempre piuttosto emancipate. Per comprendere come le donne iraniane siano tradizionalmente importanti nel mondo delle tribù nomadi, basta vedere un rarissimo documentario su Mary Gharagozlou, esperta del mondo agrario e nomade, che negli anni ’70 organizzava la migrazione dei cavalli della tribù Bakhtiar dal Khuzestan fino alle montagne sopra Hamadan.

Le donne in generale sono la colonna portante della società iraniana e anche in famiglia il loro peso si fa sentire, ma è fuori casa dove la loro vitalità è da molto tempo sorprendente. Il governo non fa altro che riformare qualcosa ogni tanto per non essere travolto da questa inarrestabile valanga rosa.

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