Nei giorni scorsi, l’esercito russo ha iniziato la costruzione di una nuova base militare in Siria, a poche decine di chilometri da Damasco, in una delle zone cuscinetto concordate da Mosca, Ankara e Teheran. Le safe zone istituite finora si trovano nella provincia di Idlib, in un’area a Nord di Homs, nella provincia a est di Damasco e, l’ultima, nel territorio che si estende da Daraa al confine siro-giordano, che comprende la città di Quneitra sull’altopiano del Golan.
La nuova base russa s’inserisce in questo contesto, con l’obiettivo di supervisionare l’area: luogo individuato da Mosca – con il benestare di Damasco – è la città di Khirbet Raes al-Waer, a circa 50 km dalla capitale siriana e a 96 km dal confine siro-giordano. Si tratta della terza base militare in Siria della Federazione Russa dopo Khmeimim, a sud-est di Latakia, e di quella situata nella città portuale di Tartus. Entrambe sono servite per sostenere le operazioni militari dei lealisti contro Daesh, poco dopo l’entrata della Russia sul campo di battaglia, nel settembre 2015. L’evento che ha cambiato radicalmente le sorti del conflitto a favore di Bashar al-Assad.
La nuova base di Khirbet Raes al-Waer
Secondo quanto riferisce Asia Times, tutte e tre le basi sono accessibili solamente al personale militare russo e il loro territorio è sotto la giurisdizione del Cremlino per una durata di 49 anni, periodo che può estendersi per altri 25 anni previo “consenso reciproco” tra Damasco e Mosca. La sofisticata infrastruttura militare delle due basi di Khmeimim e Tartus sarà probabilmente emulata per quella di Khirbet Raes al-Waer. Saranno inclusi sistemi di difesa aerea, radar, piste di lancio, missili, bunker, torri di controllo, stazioni di rifornimento e un’unità abitativa per 1.000 soldati russi.
Ruolo cruciale della nuova base militare russa sarà quello di attuare l’accordo tra Russia, Giordania e Stati Uniti nella stabilizzazione dell’area sud della repubblica araba siriana e del confine siro-giordano. I soldati russi avranno il compito di permettere agli aiuti umanitari di giungere ai villaggi assediati e di monitorare che tutte le parti interessate nel conflitto rispettino il cessate il fuoco – oltre a unire gli sforzi per sradicare Tahrir Hayat al-Sham (ex Al Nusra, la diramazione siriana di Al Qaida) e Daesh dal sud siriano. Ulteriori dettagli emergeranno durante il prossimo vertice di Astana presieduto da Mosca, Teheran e Ankara del prossimo 4-5 luglio.
Così la Russia ha cambiato il volto del conflitto
Al Masdar ha pubblicato due mappe che mostrano l’attuale situazione militare in Siria e quella prima dell’intervento decisivo di Putin. Si stima che la forza militare della spedizione russa in Siria conti circa 5.000 uomini. Le aree colorate scure di rosso mostrano quelle fermamente sotto il controllo del governo siriano. Le aree più piccole di colore rosso mostrano zone in cui l’esercito siriano ha fatto progressi recenti, ma non ha ancora consolidato il suo controllo.
Inoltre, l’esercito siriano è avanzato in maniera decisiva nella Siria settentrionale e centrale, acquisendo il controllo di ampi territori nei pressi di Aleppo est e a sud di Raqqa. Prima dell’intervento russo, il governo siriano controllava solamente un piccolo tratto di territorio sulla costa occidentale della Siria, i collegamenti stradali con Aleppo dalla Siria centrale erano stati quasi completamente tagliati e le grandi aree della Siria meridionale erano finite sotto il controllo di Al Qaida e dello Stato Islamico.
Abbonati e diventa uno di noi
Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.



