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Politica

Legge elettorale, Aoun evita tensioni

Nella notte il Presidente Aoun, ricorrendo a quanto previsto dall’articolo 59 della Costituzione libanese, ha deciso di annullare la seduta parlamentare odierna e posticiparla al 15 maggio, per dare la possibilità ai vari partiti politici di trovare un accordo sulla...

Nella notte il Presidente Aoun, ricorrendo a quanto previsto dall’articolo 59 della Costituzione libanese, ha deciso di annullare la seduta parlamentare odierna e posticiparla al 15 maggio, per dare la possibilità ai vari partiti politici di trovare un accordo sulla legge elettorale. La decisione presa in extremis dal presidente libanese ha, per il momento, disinnescato le proteste che si sarebbero dovute tenere quest’oggi intorno al Parlamento, da parte delle Forze Libanesi, del partito di Samir Geagea e del Movimento Patriottico Libero, il partito del Presidente del Libano Michel Aoun, contro la terza proroga dei deputati libanesi, eletti nell’ultima elezione del 2009.I due partiti cristiani nella giornata di ieri si stavano preparando per chiamare a raccolta militanti, simpatizzanti ed appartenenti al movimento studentesco ed universitario per attuare un vero e proprio sciopero generale per boicottare i lavori del Parlamento.Fonti delle Forze Libanesi, intervistate per Gli occhi della guerra, accusano gli Hezbollah, il presidente del Parlamento Nabih Berri ed in qualche misura anche Hariri di aver fatto naufragare, negli ultimi due anni, ogni ipotesi di legge elettorale in grado di garantire una corretta rappresentanza tra cristiani e musulmani.Il fronte delle Forze Libanesi insieme al Movimento Patriottico Libero aveva cercato di raggiungere un accordo, per il quale è necessario il consenso di tutte le comunità, su una legge elettorale in parte maggioritaria ed in parte proporzionale. Gli Hezbollah hanno invece proposto un proporzionale puro con un’unica circoscrizione non gradita alle Forze Libanesi e al Movimento Patriottico Libero. L’attuale sistema elettorale prevede una rappresentanza al 50% per i cristiani ed al 50 % per i musulmani.





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