Il re thailandese Bhumibol Adulyadej, 88 anni, sul trono per sette decenni, è scomparso nel pomeriggio di ieri in ospedale a Bangkok, dove era ricoverato da tempo. Venerato come unica istituzione stabile in un Paese segnato da una profonda e prolungata instabilità politica, tutta la Thailandia è in lutto. E lo sarà per un anno.
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Con la sua morte anche la Repubblica Popolare Cinese perde uno degli amici più antichi. Da quando è salito sul trono, infatti, Bhumibol Adulyadej ha spostato le sue alleanze strategiche da Washington a Pechino e negli anni ha incontrato tutti i leader cinesi che sono succeduti a Mao Zedong. Da Deng Xiaoping a Jiang Zemin, fino ad arrivare a Xi Jinping.
La Thailandia del re Bhumibol, inizialmente molto diffidente della Cina comunista e preoccupato dell’espansionismo sovietico, è diventata uno dei più forti alleati di Pechino nel sud-est asiatico. Ed oggi è sicuramente un partner commerciale e strategico di primo piano. Proprio per questo, la Cina sta investendo con forza in Thailandia. Entro la fine del 2016 è prevista la prima fase di costruzione della ferrovia ad alta velocità che collegherà i due Paesi. E, negli ultimi anni, sono state avviate esercitazioni militari congiunte, malviste dagli Stati Uniti.
Anche nelle ultime settimane due episodi hanno dimostrato gli ottimi rapporti tra Cina e Thailandia. La prima occasione è stata ad inizio settembre durante il vertice Asean di Vientiane in Laos, quando il generale Weerachon Sukondhapatipak ha dichiarato pubblicamente che “Bangkok sostiene gli sforzi di Pechino per mantenere la pace nel Mare Cinese Meridionale”, nonostante la sentenza contraria alla Cina della Corte Permanente di Arbitrato dell’Aia che ha negato la validità di ogni rivendicazione territoriale in quelle acque.
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La seconda, invece, è di pochi giorni fa. La polizia thailandese ha impedito l’ingresso nel Paese all’attivista di Hong Kong Joshua Wong e lo ha rispedito dopo dodici ore di “detenzione” nell’ex colonia britannica. Secondo quanto ha dichiarato un funzionario di Bangkok, le autorità avrebbero agito per volontà di Pechino. Di ritorno ad Hong Kong, Wong ha accusato la Thailandia di averlo incarcerato illegalmente, ma il premier thailandese Prayuth Chan-ocha – salito al potere nel maggio 2014 dopo l’ennesimo colpo di stato – ha tagliato corto, dichiarando semplicemente che l’attivista “è già tornato a casa” ed “è un problema loro”.
All’annuncio della morte del sovrano, la Cina ha espresso “profonde condoglianze per la scomparsa del re Bhumibol Adulyadej” e “la propria vicinanza al governo e al popolo di tutta la Thailandia”. Geng Shuang, portavoce del Ministro degli Esteri di Pechino, ha dichiarato che il sovrano ha dato un “insostituibile contributo alle relazioni tra i due Paesi” e che, “nei suoi settanta anni di regno, ha indicato la direzione delle relazioni bilaterali con tutti i leader cinesi”.
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Ora, però, qualcosa potrebbe cambiare. Il principe Maha Vajiralongkorn – il nuovo sovrano che subentrerà a re Bhumibol – non ha certo un legame molto stretto con i vertici cinesi. E sarà proprio lui a decidere se continuare a mantenere buoni rapporti o se spostare – come in passato – le relazioni estere del Paese verso gli Stati Uniti.
Ma la Thailandia è terra incognita. Nulla è come sembra. E per questo sono tanti i dubbi sull’effettivo passaggio di potere. Il successore dell’amato Bhumibol Adulyadej, infatti, non gode dello stesso sostegno del popolo, soprattutto dalla parte aristocratica del Paese che gli rimprovera i rapporti d’affari avuti in passato con l’ex premier Thaksin Shinawatra, nemico giurato anche dell’esercito che ora è al potere.

Secondo molti analisti, però, questa situazione potrebbe avere altri sviluppi. Accettata l’investitura, Maha Vajiralongkorn potrebbe successivamente abdicare e lasciare spazio alla principessa Sirindhorn, secondogenita del re, che è molto ben vista dai thailandesi e che ha anche uno strettissimo legame con Pechino. L’ipotesi è realizzabile grazie ad un emendamento della costituzione fatto nel 1997. Ma è ancora presto per sapere cosa accadrà in futuro. Anche perché il nuovo sovrano designato ha accettato la Corona, ma ha chiesto un periodo di tempo per metabolizzare il lutto.
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