Folgorati sulla via dell’Europa. Sono tanti i migranti che giungono dal Medio Oriente infiammato dalle guerre e decidono di convertirsi al Cristianesimo. I numeri elevati delle richieste di battesimo in diversi paesi europei hanno fatto parlare qualcuno di un vero e proprio “boom” e qualche altro di una nuova tendenza, ma il fenomeno va preso comunque con molta cautela.
Ci sono molti aspetti da considerare, poiché tante di queste conversioni sono “di comodo”, mentre altre sono autentiche e sottopongono i protagonisti alla possibilità di pericolose ritorsioni da parte della comunità di appartenenza. Dei cambiamenti di fede “sospetti” si è cominciato a parlare a fondo dopo l’esplosione delle richieste di battesimo in Germania. A seguito dell’apertura all’accoglienza da parte della cancelliera Angela Merkel, queste sono quasi quintuplicate coinvolgendo grossi numeri dei migranti giunti alle frontiere teutoniche.Sulla base di statistiche pubblicate dal Guardian, la congregazione della chiesa della Trinità a Berlino, è passata dai 150 membri del 2014 ai 700 di questi giorni. Secondo il centro elvetico per gli affari religiosi, in Svizzera più di duemila musulmani hanno deciso di seguire il Cristo negli ultimi due anni. Molti di quelli che abbracciano il Vangelo provengono da Iran e Afghanistan e approdano alle chiese protestanti.Una statistica in Italia è più difficile da fare, perché la Chiesa cattolica, per motivi di sicurezza e di riservatezza, non divulga i Paesi di provenienza dei convertiti e, dunque, è più complicato stabilire se questi fossero islamici prima della richiesta del battesimo.Come si diceva, però, c’è chi strumentalizza la fede per ottenere con maggiore facilità asilo in Europa. In nessun Paese islamico, infatti, ci si può convertire a un altro credo senza subire conseguenze, che possono essere di diversa entità. Si va dalla “morte civile”, intesa come perdita del lavoro, della tutela dei figli e di alcuni diritti, alla rottura dei legami familiari, fino al carcere o alla pena di morte.
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