Ha preso il via lunedì scorso il “Joint-Sea 2016”, la quinta esercitazione navale annuale congiunta di Cina e Russia. che si chiuderà oggi, nelle acque orientali di Zhanjiang, nella provincia di Guangdong.Per approfondire: Sale la tensione nel Mar CineseÈ la prima volta che il «Joint-Sea» ha luogo nel Mar Cinese Meridionale, al centro delle tensioni geopolitiche negli ultimi mesi dopo che, lo scorso luglio 12 luglio, la Corte permanente di arbitrato dell’Aja (Pca), che dirime le dispute internazionali sui territori marittimi, ha deciso che gran parte delle aree marittime rivendicate da Pechino sarebbero in realtà acque internazionali, dando ragione alle Filippine e accogliendo le istanze contenute nella causa avviata dal precedente governo di Benigno Aquino III.Ciò nonostante, come riporta Russia Today, non si tratterebbe di un’azione militare contro terzi o di una provocazione: “La nostra cooperazione – ha detto l’ammiraglio Aleksandr Fedotenkov, vice comandante della Marina russa – ha lo scopo di proteggere il nostro reciproco interesse e garantire la sicurezza in tutte le regioni marittime. È importante che le due potenze cooperino in questo senso”.”Entrambi i Paesi – spiega il portavoce del governo cinese Navy Liang Yang – hanno fornito navi di superficie, velivoli ad ala fissa, blindati anfibi ed elicotteri“. È chiaro altresì che il luogo scelto da Cina e Russia non è causale e l’esercitazione vuole essere un chiaro messaggio alla comunità internazionale ma soprattutto agli Stati Uniti.La contesa in questo tratto di mare, nelle acque promiscue a dove si svolge il “Joint-Sea”, riguarda principalmente le isole Paracelso, Spratly, Pratas, la barriera di Scarborough e vede contrapporsi oltre alla Repubblica Popolare Cinese, Vietnam, Malaysia, Brunei, Taiwan e le Filippine. Per quanto concerne la sentenza, la Cina tuttavia non l’ha mai accettata né riconosciuta valida, nonostante le pressioni degli Stati Uniti, che hanno incoraggiato sin dall’inizio le Filippine a ricorrere all’arbitrato; Casa Bianca accusata dallo stesso governo di Pechino di fomentare le tensioni nel Mar Cinese Meridionale.L’esercitazione ha luogo a pochi giorni dal vertice dell’East Asia Summit tenutosi a Vientiane, capitale del Laos, con i 10 membri dell’Associazione dei Paesi del sud-est asiatico più Cina, Corea del Sud, Giappone, India, Australia, Nuova Zelanda, Stati Uniti e Russia.Per approfondire: La Terza Guerra Mondiale scoppierà nel Mar Cinese?“Il Joint-Sea – osserva in merito l’analista di Sputnik International Pepe Escobar – si svolge dopo un momento di distensione che ha avuto luogo la scorsa settimana al vertice di Laos e a seguito della stretta di mano tra il presidente delle Filippine Rodrigo Duterte e il Primo Ministro Cinese Li Keqiang. Si trattava del primo incontro faccia a faccia tra un leader politico cinese e i 10 capi di stato dell’ASEAN. La Casa Bianca – afferma Escobar – conta sull’appoggio di Manila. Tuttavia il presidente delle Filippine Rodrigo Duterte ha sottolineato che le tensioni nel Mar Cinese Meridionale devono essere risolti pacificamente, e il governo delle Filippine vuole mantenere le sue relazioni con Pechino”.
Presidente filippino che, da un lato, promuove una politica estera di rottura con il suo predecessore, aprendo al dialogo con la Cina e, dall’altro, al fine di mantenere il consenso dei nazionalisti del Paese, non rinuncia a mostrare i muscoli: “I 10 membri dell’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico – scrive Micheal Peel sul Financial Times – hanno concluso il vertice regionale senza menzionare il verdetto di luglio del tribunale dell’Aia contro l’affermazione da parte di Pechino dei diritti sulla maggior parte del Mar Cinese Meridionale. Le nazioni ASEAN sono divise tra paesi come il Vietnam e le Filippine, che hanno all’attivo dispute territoriali con la Cina, e una fazione pro-Pechino, di cui il maggior rappresentante è la Cambogia. Giovedì una dichiarazione congiunta delle nazioni ASEAN, degli Stati Uniti, della Cina e altri sei paesi, ha riaffermato l’importanza di mantenere la pace, stabilità, sicurezza e libertà di navigazione e di sorvolo nel Mar Cinese Meridionale”.
Al di là delle dichiarazioni ufficiali, le tensioni tra Pechino e la Casa Bianca permangono: “La raffica di dichiarazioni pubblicate mentre il vertice giungeva a termine – osserva sempre Peel – hanno messo a nudo le rivalità tra le grandi potenze nella regione. Obama ha descritto la sentenza del tribunale dell’Aia come vincolante e ha chiesto un ‘ordine basato sulle regole’ nella regione. Il premier Li aveva in precedenza velatamente criticato il coinvolgimento degli Stati Uniti nelle dispute marittime della regione. Lo scontro dietro le quinte è diventato pubblico quando le Filippine hanno pubblicato delle fotografie e una mappa che, si dice, mostravano un grande numero di navi cinesi vicino al Scarborough Shoal, un gruppo di rocce sequestrate da Pechino a Manila nel 2012. Il dipartimento della difesa filippino ha espresso ‘grande preoccupazione’ in quanto la Cina si stava preparando a costruire strutture su quelle rocce”.Abbonati e diventa uno di noi
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